Vignola lascia i vigili: «Le auto? A noleggio»
di Marco Pederzoli
La Giunta-Pelloni: «Ci riprendiamo 18 agenti, il servizio in Unione non piace e il parco mezzi è vetusto»
3 MINUTI DI LETTURA
VIGNOLA. E per la serie “adesso parlo io”, dopo avere ricevuto da più parti bordate di critiche per l’intenzione di uscire dal Corpo Unico di polizia municipale, ora il sindaco di Vignola, Simone Pelloni, spiega le ragioni e - sottolinea lui stesso - vuole “sfatare falsi miti”, a partire da chi lo accusa perché si perdono contributi economici fino a chi dice che tramonta il progetto del polo della sicurezza.
Ma prima di ogni considerazione, i fatti. Ieri è stata pubblicata all’albo pretorio del Comune la delibera di Giunta che propone l’uscita di Vignola dal Corpo Unico di polizia municipale. Ovviamente, dovrà essere il Consiglio comunale a decidere in merito, ma la strada sembra ormai tracciata. Nel documento sono anche enunciate le motivazioni che, secondo la Giunta, hanno portato a questo punto di non ritorno: con la riacquisizione della funzione di polizia municipale, il Comune intende: “Consentire all’amministrazione comunale di avere la responsabilità diretta del buon funzionamento del servizio, avendone la gestione”; “predisporre un’organizzazione che risponda alle specifiche esigenze del territorio, che non sono necessariamente le stesse degli altri Comuni”; “maggior controllo nella gestione economico/finanziaria del servizio e autonomia nelle scelte economicamente più convenienti”.
Poi, la stoccata finale, con la critica, nella stessa delibera, alla “mancata riorganizzazione del Corpo Unico, della quale si parla ormai da troppo tempo senza poi procedere in tal senso”.
Da tutto ciò consegue che la Giunta ha deliberato di “esprimere una valutazione negativa sulla qualità del servizio offerto ai vignolesi dal Corpo Unico”.
Il sindaco Pelloni poi spiega: «È ora di sfatare certi falsi miti, come ad esempio quelli che uscendo perderemmo importanti contributi economici dalla Regione. Li avremmo persi comunque nel 2018, per il fatto che l’Unione non coincide con i Comuni del Distretto Sanitario (manca Montese, ndr). In ogni caso, potremmo comunque richiedere altri contributi, per via di eventuali convenzioni su alcuni servizi. In ogni caso, la gestione diretta della polizia municipale non costerà di più ai vignolesi di quello che spendono ora - circa 821mila euro - con il vantaggio però che passeremmo da 6 a 18 vigili presenti esclusivamente su Vignola».
E ancora, Pelloni tranquillizza gli agenti per chi vorrà andare con Vignola: «Non si vuole fare alcuna forzatura a nessuno. Deve però essere chiaro che Vignola investirà molto su questo servizio e il personale sarà ben motivato e dotato di tutti gli strumenti necessari per esserlo».
Il primo cittadino di Vignola interviene anche sulla questione dei mezzi in dotazione: «Attualmente la manutenzione del parco auto del Corpo Unico, piuttosto vecchio, costa 57mila euro all’anno. Franceschini lo sa? Con quella cifra si potrebbero acquistare tre auto nuove. Non escludo l’eventualità di ricorrere a contratti di noleggio, che ci farebbero risparmiare molti soldi».
L’ultima nota d’intenti è sul Polo della Sicurezza. «Sono d’accordo ad andare avanti su questo progetto. Con la Fondazione di Vignola stiamo inoltre studiando soluzioni alternative per farlo. Bisogna innanzitutto dare alla Protezione Civile una sede dignitosa».
Forti perplessità al piano di Vignola vengono però espresse anche da Cgil e Cisl.
Ma prima di ogni considerazione, i fatti. Ieri è stata pubblicata all’albo pretorio del Comune la delibera di Giunta che propone l’uscita di Vignola dal Corpo Unico di polizia municipale. Ovviamente, dovrà essere il Consiglio comunale a decidere in merito, ma la strada sembra ormai tracciata. Nel documento sono anche enunciate le motivazioni che, secondo la Giunta, hanno portato a questo punto di non ritorno: con la riacquisizione della funzione di polizia municipale, il Comune intende: “Consentire all’amministrazione comunale di avere la responsabilità diretta del buon funzionamento del servizio, avendone la gestione”; “predisporre un’organizzazione che risponda alle specifiche esigenze del territorio, che non sono necessariamente le stesse degli altri Comuni”; “maggior controllo nella gestione economico/finanziaria del servizio e autonomia nelle scelte economicamente più convenienti”.
Poi, la stoccata finale, con la critica, nella stessa delibera, alla “mancata riorganizzazione del Corpo Unico, della quale si parla ormai da troppo tempo senza poi procedere in tal senso”.
Da tutto ciò consegue che la Giunta ha deliberato di “esprimere una valutazione negativa sulla qualità del servizio offerto ai vignolesi dal Corpo Unico”.
Il sindaco Pelloni poi spiega: «È ora di sfatare certi falsi miti, come ad esempio quelli che uscendo perderemmo importanti contributi economici dalla Regione. Li avremmo persi comunque nel 2018, per il fatto che l’Unione non coincide con i Comuni del Distretto Sanitario (manca Montese, ndr). In ogni caso, potremmo comunque richiedere altri contributi, per via di eventuali convenzioni su alcuni servizi. In ogni caso, la gestione diretta della polizia municipale non costerà di più ai vignolesi di quello che spendono ora - circa 821mila euro - con il vantaggio però che passeremmo da 6 a 18 vigili presenti esclusivamente su Vignola».
E ancora, Pelloni tranquillizza gli agenti per chi vorrà andare con Vignola: «Non si vuole fare alcuna forzatura a nessuno. Deve però essere chiaro che Vignola investirà molto su questo servizio e il personale sarà ben motivato e dotato di tutti gli strumenti necessari per esserlo».
Il primo cittadino di Vignola interviene anche sulla questione dei mezzi in dotazione: «Attualmente la manutenzione del parco auto del Corpo Unico, piuttosto vecchio, costa 57mila euro all’anno. Franceschini lo sa? Con quella cifra si potrebbero acquistare tre auto nuove. Non escludo l’eventualità di ricorrere a contratti di noleggio, che ci farebbero risparmiare molti soldi».
L’ultima nota d’intenti è sul Polo della Sicurezza. «Sono d’accordo ad andare avanti su questo progetto. Con la Fondazione di Vignola stiamo inoltre studiando soluzioni alternative per farlo. Bisogna innanzitutto dare alla Protezione Civile una sede dignitosa».
Forti perplessità al piano di Vignola vengono però espresse anche da Cgil e Cisl.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
