Gazzetta di Modena

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Festival Filosofia 2017

A Carpi il mondo rovesciato con le Xilografie di Baselitz

A Carpi il mondo rovesciato con le Xilografie di Baselitz

La coinvolgente esposizione a Palazzo Pio sulle tragedie storiche della Germania Un racconto con opere monumentali ispirate alla tradizione degli antichi “padri”

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È un mondo sottosopra - come da titolo della mostra aperta a Carpi a Palazzo dei Pio fino al prossimo 12 novembre - quello che rappresenta l’artista tedesco Georg Baselitz (Deutschbaselitz, 1938), tra i più noti artisti contemporanei. E se le sue motivazioni di questa particolare predilezione per i corpi e, appunto, per la loro contestualizzazione in uno spazio ribaltato, sono evidenti forse meno lo è la ragione che ne sta alla base. Baselitz, negli amplissimi quadri e anche nella grafica altrettanto “monumentale”, vuole così ricordare le tragedie storiche della Germania pre-caduta del Muro di Berlino. È dunque un’arte che attinge al vissuto del pittore, combinato con la storia artistica del suo paese. In particolare, soprattutto per quanto riguarda la parte xilografica come si vede nei quaranta esemplari esposti qui, l’artista tedesco attinge alla tradizione di antichi “padri”, da Martin Schongauer ad Albrecht Durer, da Lucas Cranach a Hans Baldung Grien nel ‘400/‘500 fino al Novecento tedesco e in particolare al movimento di Die Brucke. Le opere esposte a Palazzo dei Pio non tradiscono i canoni che caratterizzano la sua cifra espressiva: un processo intellettuale e spirituale che toglie allo spettatore il dato che assimila il soggetto ritratto alla realtà e lo trasferisce nel campo dell’organizzazione plastica e visuale. Svuotata del proprio contenuto, la rappresentazione esiste come insieme di segni e colori. È la curatrice della mostra e direttrice dei musei Manuela Rossi a descrivere la rassegna: «La Biennale della xilografia - spiega - è arrivata al diciottesimo anno ed è l’erede del museo della xilografia che a Carpi aprì Luigi Servolini nel 1927. I lavori di Baselitz, che ha preso questo nome dal suo paese natale nella Germania Est, sono indubbiamente forti e rappresentano spesso figure alla rovescia a significare il mondo rovesciato che c’era prima della caduta del muro di Berlino. L’artista mette nei suoi lavori xilografici, spesso di grande dimensione quindi complicati da realizzare, tutta la tradizione della xilografia tedesca a partire dal capostipite Durer. E ha guardato anche molto alla figura di Ugo da Carpi, inventore della xilografia in chiaroscuro. Dopo Jim Dine e Paladino quindi il lavoro di Basetitz arrivato da Ginevra ben si sposa con il nostro patrimonio artistico». Sempre a Palazzo dei Pio sono visitabili anche “Esercitar le arti. Carpi e il tempo lungo delle arti e dei mestieri” presso l’archivio comunale (fino al 3 novembre) e “Corpi” al Museo della città (fino al 7 gennaio).

Stefano Luppi

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