Alice da Castelfranco all'Olanda, ambasciatrice del tortellino
Chef, a soli 19 anni con la famiglia è volata in Olanda per aprire un ristorante modenese
CASTELFRANCO. Le bimbe di oggi, al massimo, giocano sul tablet con la app “Cooking Mama”. Alice Colombari, che era bambina non tanto tempo fa, invece, già chiedeva alla mamma di poterla aiutare in cucina ancor prima di andare a scuola. «Mi arrabbiavo moltissimo quando chiedevo di poter preparare io la cena e non mi veniva concesso per paura che mi facessi male».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15860948:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15860948:1650048644/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Alice, ha 22 anni e tre anni fa, assieme a tutta la sua famiglia si è trasferita da Castelfranco a Groningen, in Olanda, dove ha aperto un ristorante che porta il suo nome “Alice Restaurant”, nel quale lavora anche sua mamma Enrica. Finite le scuole dell'obbligo, la giovane chef ha svolto con ottimo profitto l’istituto alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme: «Ho avuto la fortuna di incontrare ottimi professori come Giorgio Celotti, che non solo mi ha fatto avvicinare ancora di più all’idea che quello fosse il mestiere per me, ma che mi ha anche offerto tantissime opportunità per mettermi in gioco come ad esempio la partecipazione al Gran Trofeo d’Oro Della Ristorazione Italiana. Lo vinsi e potei partecipare ad una interessantissima settimana di formazione ad ALMA, la scuola di cucina retta da Gualtiero Marchesi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15860945:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15860945:1650048644/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
C'è un altro concorso a cui tengo particolarmente ed è la “Sfida del Tortellino” tra Modena e Bologna del 2014 dove vinsi come miglior sfoglina gareggiando per la squadra gialloblu con “La San Nicola”. Poi la decisione di trasferirsi con tutta la famiglia in Olanda, nazione che non vanta una particolare tradizione culinaria e nel quale le differenze culturali con l'Italia sono notevoli. «La differenza più grande potrà sembrare proprio l'abbinamento degli ingredienti, l'assemblaggio dei sapori, invece per me è l'orario in cui gli olandesi consumano i loro pasti - spiega Alice - la colazione è sempre molto abbondante e consumata prima delle 8, un pranzo veloce che va dalle 12 alle 16 e cena verso le 17-18». L'importante passato coloniale olandese ha fatto sì che i sapori della locale cucina “autentica” si andassero a mescolare con quella dei paesi “dominati” introducendo, per esempio l'utilizzo di molte spezie. «Trovo che questo abbia reso gli olandesi aperti e curiosi verso sapori “diversi” a differenza del popolo italiano - constata la chef - molto legato alla propria cucina e restio a solleticare il palato con esperienze gustative insolite. All'estero finiamo sempre nei ristoranti italiani per esempio».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15860947:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15860947:1650048644/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma il suo Alice Restaurant (www.restaurantalice.com) non è un covo di italiani: «Stanca di sentire associare la cucina italiana alla pizza, ho deciso di far scoprire agli olandesi i sapori della nostra terra - racconta - all’inizio ho proposto la cucina tradizionale emiliana con qualche mia piccola e personale rivisitazione. Il menù varia ogni settimana, i piatti che preparo sono prodotti con materie prime che vengono sia da piccole aziende di Modena (salumi, formaggi, olio extra vergine di oliva, aceto balsamico tradizionale, vini, ecc...) mentre per i prodotti freschi come carne, uova, latte ci riforniamo sul territorio con fornitori che ci garantiscono prodotti di ottima qualità. Impazziscono per la pasta ripiena, i tortellini sono i loro preferiti». Il calore della famiglia italiana traspira anche dalla realizzazione dell'ambiente che conta 25 posti a sedere, i muri sono stati decorati dai fratelli e dai genitori di Alice, le tavole sono apparecchiate con tovaglie e stoviglie italiane, e la cantina custodisce 27 tipi di vini italiani diversi. In Italia tutto questo sarebbe stato molto difficile da realizzare e chiediamo ad Alice se mai aprirà una succursale modenese della sua attività: «Per adesso posso dire che il ritorno in Italia non sia nei miei pensieri, ma la “scappatina in Castel” la faccio sempre più che volentieri. Qui la vita è serena e rilassata, tutto funziona a meraviglia e ci sono opportunità per chiunque voglia fare bene e mettersi in gioco. L'unica cosa che proprio non mi piace dell'Olanda è il tempo: davvero pessimo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

