Gazzetta di Modena

Modena

Assolti 53 infermieri Cisl: «Fatta giustizia» Ipasvi: «Ricorriamo»

«Sui 53 infermieri assolti dopo due anni, avevamo ragione noi. Siamo soddisfatti di come si sia conclusa questa vicenda, anche se aspettiamo le motivazioni per entrare nel merito della posizione del...

2 MINUTI DI LETTURA





«Sui 53 infermieri assolti dopo due anni, avevamo ragione noi. Siamo soddisfatti di come si sia conclusa questa vicenda, anche se aspettiamo le motivazioni per entrare nel merito della posizione del giudice. Per ora ci limitiamo a essere contenti per i 53 colleghi».

Lo afferma Patrizia De Cosimo, responsabile Sanità per la Cisl, commentando la sentenza di assoluzione perché “il fatto non sussiste” dei 53 infermieri accusati di abuso della professione in quanto non sarebbero stati in regola con il pagamento della quota al proprio collegio professionale, l'Ipasvi.

«Sono state confermate le posizioni che la Cisl Funzione Pubblica sosteneva dal 2015 – sottolinea De Cosimo - i 53 infermieri avevano subito un decreto penale di condanna per abuso della professione e avevano rischiato di essere sospesi dall'Ausl. Il motivo della condanna era legato a una questione puramente burocratica: non erano in regola con il pagamento della quota annuale, 50 euro, al collegio Ipasvi. Subito ci siamo attivati per offrire assistenza agli infermieri coinvolti».

«Con la recentissima pronuncia, di cui si conoscerà l'intera motivazione entro 40 giorni, – rimarca l'avvocato Ancarani, che ha difeso alcuni degli infermieri accusati - il Tribunale di Modena conferma la linea intrapresa dalla più recente giurisprudenza, secondo la quale l'obbligo di iscrizione all'Ipasvi non sussiste per gli infermieri che non svolgono attività libera, ma sono invece dipendenti anche se di strutture private, ma direttamente o indirettamente accreditate presso una pubblica amministrazione».

Contrario l’Ipasvi: «La sentenza ignora l’articolo 2 della legge 43/2006 in cui è scritto testualmente che l’iscrizione all’albo professionale è obbligatoria anche per i pubblici dipendenti ed è subordinata al titolo universitario abilitante. Una volta letta la sentenza valuteremo i passi successivi per la tutela della professione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google