Gazzetta di Modena

Modena

Il primo giorno di scuola tengono banco i... vaccini

di Martina Stocco
Il primo giorno di scuola tengono banco i... vaccini

I genitori davanti al cancello parlano delle nuove disposizioni: «Giusto, ma per certi versi sembra esagerato. Doveva esserci una migliore comunicazione alle famiglie»

3 MINUTI DI LETTURA





La lunga fila di auto posteggiate lungo la carreggiata era una chiara indicazione di ciò che stava avvenendo: di lì a poco sarebbe suonata la prima campanella. Fra l'emozione di alunni, genitori e insegnanti è ricominciata la scuola. Dopo il caldo torrido dei mesi passati, le vacanze e i compiti dell’estate ultimati (o quasi) ieri gli alunni sono entrati nelle proprie classi. I piazzali degli istituti scolastici si sono nuovamente riempiti e “l’ingranaggio scuola” ha ripreso a girare.

Nell’attesa che la lancetta dell’orologio segnasse le 8.30, orario d’inizio delle lezioni alle elementari, tante mamme e altrettanti papà si sono fermati per scambiare quattro chiacchiere. Ma, tra saluti e convenevoli, un argomento ricorreva: i vaccini. Tanto se n’è parlato, ora però il tempo è scaduto perché la legge non prevede la presenza di bambini non vaccinati all’interno della comunità. Così, siamo andati a raccogliere le opinioni dei genitori alla scuola primaria Galilei.

«Dieci vaccini per legge? Nemmeno ai militari se ne fanno così tanti - ha lamentato Paola, una mamma - è assurdo doverli somministrare ai nostri bambini. Ognuno è a sé: si dovrebbe studiare caso per caso e capire quali vaccinazioni fare, e quali no, a seconda delle caratteristiche fisiche dei nostri figli. Solo in Italia è obbligatorio: in nessun altro Paese europeo lo è».

Ma, presto sono arrivate conferme anche dall’altro versante. «È una buona legge: solo così si fa prevenzione - ha detto Giovanna Campo, un’altra mamma - con l’arrivo di tanti immigrati è bene proteggersi da malattie da tempo debellate».

«I vaccini? Sempre fatti - ha detto Carmine Santariello, papà di Noemi - per me è una legge giusta». «Ho seguito quello le indicazioni del pediatra - ha spiegato Festim Dardha - e ho vaccinato i miei figli. Ho una nipote che vive a Pisa e ha contratto la meningite pur essendo vaccinata, ma rischiare che si ammalino per non averli vaccinati non posso neanche pensarlo».

Pareri diversi, accomunati da una costante: «È stata fatta poca informazione». «Sono mamma di bambini vaccinati - ha raccontato Elena - tuttavia, non sono d’accordo con l’obbligo delle vaccinazioni. Avrei voluto che l’informazione a riguardo fosse più precisa e capillare, ma sopratutto che ogni genitore fosse libero di scegliere cosa decidere sulla salute dei propri figli». «Noi siamo favorevoli ai vaccini - ha chiarito Fabrizio, papà di Leopoldo - anche se qualche perplessità rimane. Mia moglie lavora nell’ambiente medico e così c’è stato consigliato di fare. Ma, se non fosse stato per lei avremmo avuto molti più dubbi: c'è stata poca informazione». «È una questione economica o è realmente legata alla salute? Il dubbio rimane - ha sottolineato Pasquale Nicastro, nonno di Chiara - i miei figli sono stati vaccinati e ora anche i nipoti, ma non so se è stata la scelta giusta: sulle questioni importanti bisognerebbe avere più tempo per documentarsi e solo in seguito decidere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google