Le superiori in classe con il problema delle aule
di Eleonora Degoli
Soprattutto il Selmi risente delle tante iscrizioni e dei pochi spazi a disposizione senza soluzioni: «I “bunker” di inverno sono freddi, d’estate non si respira»
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Suona di nuovo la campanella e gli studenti tornano sui banchi, chi per continuare il proprio percorso, chi per iniziarne uno nuovo. Al Selmi i ragazzi che hanno iniziato ieri il terzo anno scolastico sono timorosi ma entusiasti dei numerosi cambi di materie: se il biennio è pensato per fornire basi generali, gli ultimi tre anni entrano nello specifico degli indirizzi. «Inizieremo Esabac: storia in francese – ha spiegato Alessia, del liceo linguistico – e un po’ mi preoccupa, sarà impegnativo». Se gli studi sono nuovi, alcuni problemi sono di vecchia data: «Siamo molto numerosi al Selmi – ha asserito Geremia – si sta un po’ stretti. Ci sono dei bunker all’interno e delle nuove strutture all’esterno, ma il problema principale è che alcune classi ogni giorno si devono spostare per andare a occupare le aule che rimangono libere». «Spostarsi è scomodo e fa perdere molto tempo – ha sottolineato Alessia, che studia al biologico – Fortunatamente alla nostra classe non è mai toccato, ma l’anno scorso eravamo nel bunker». «Lì d’inverno si muore di freddo e verso aprile inizia a fare molto, molto caldo – hanno aggiunto Benedetta e Giada - d’estate senza l’aria condizionata non riuscivamo a starci». «Quest’anno siamo di nuovo in sede perché da 19 in classe siamo passati a 29 perché hanno unito delle classi». «La scuola è piccola e le richieste sono tante perché è una delle scuole secondo me migliori. Bisognerebbe risolvere il problema alla radice mettendo il numero chiuso» ha concluso. Per alcuni ragazzi, il primo giorno di scuola di ieri è stato, sperano, l’ultimo: «Il quinto anno è impegnativo, ma non vedo l’ora di finire. – ha risposto Simone Serpetti, appena uscito dal Corni – Sono abbastanza soddisfatto di questa scuola, ma per personalità mia non ho avuto un percorso molto facile». Alcuni sono indecisi sul grande “dopo”: «Sono orientato all’università – ha detto Alessandro Luppi – ma non sono sicuro di quale scegliere». Lo stesso l’amico Augusto Montori: «Puntavo a Ingegneria, ma guardando i corsi mi sono venuti i dubbi, forse è meglio Chimica, per la quali ho più basi». Tanta emozione tra le classi prime: al Wiligelmo, i gemelli Sara, Sabrina e Alessandro sognano di entrare a Medicina dopo i cinque anni di liceo, ma la strada è lunga. «Sono molto curiosa di vedere come sarà questa scuola – ha detto Sara – ma mi preoccupa latino: alle medie non abbiamo fatto nulla». «Ho scelto questa scuola perché amo disegno tecnico – ha raccontato Giulia, che ha iniziato il Guarini -, vorrei diventare architetto. Questa scuola mi ha ispirato di più dei licei».
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