Lugli a Carpi, l’arte dialoga con l’industria
Da anni Adolfo Lugli è impegnato a tessere relazioni tra arte, industria e artigianato. E il progetto “Cambia Menti. Arte e industria: mutazione della materia” che l'artista, di area concettuale,...
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Da anni Adolfo Lugli è impegnato a tessere relazioni tra arte, industria e artigianato. E il progetto “Cambia Menti. Arte e industria: mutazione della materia” che l'artista, di area concettuale, propone presso l'Auditorium San Rocco e nel cortile del Palazzo della Pieve a Carpi, sostiene la connessione tra i cicli di produzione e i processi creativi. Un'operazione riconosciuta per il suo valore anche dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia che si è fatto partecipe del progetto dell'artista, sostenuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, dal Comune e dall'Associazione Culturale Il Portico. Un coinvolgimento di enti del territorio che costituisce un modo per valorizzare sia l'arte che i modelli operativi e produttivi, tanto che a Lugli (formazione all'Accademia di Bologna) è stato possibile entrare e operare in cinque importanti aziende, dove le grandi opere in acciaio, cemento, legno e altri materiali sono state realizzate. In mostra troviamo “pantografie tecnologiche”, riunite in una danza ideale e fantastica; una installazione costituita da tre pinze per un inno al lavoro; innesto ibrido per una struttura ricontestualizzata, con contaminazione di diversi materiali; struttura modulare costruttiva per una Babele globale. «Da molto tempo il suo lavoro - scrive Vittoria Coen - costituisce un dialogo aperto con i vari saperi. Arte e artigianalità, architettura, design, manualità e concettualità sono parole che fanno parte della sua ricerca perseguita strenuamente anche contro i diktat delle mode transeunti. Da almeno 15 anni, infatti, Lugli crede alla possibilità di far rivivere un nuovo Rinascimento».
Michele Fuoco
Michele Fuoco
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