Modena: Caro digitale, fatti capire Gli insegnanti a... lezione
Modena: primo meeting di 2 giorni dedicato alle nuove competenze Realtà virtuale, storytelling, robotica: formazione da trasmettere
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Si tiene nella scuola primaria “G. Leopardi” di via S. Nicoli, a Modena, il 13 e 14 settembre, il primo meeting (gratuito, a numero chiuso, con registrazione obbligatoria) dedicato all’inclusione digitale nella nostra regione: tra gli argomenti in programma realtà virtuale e aumentata, byod, lezioni multimediali, robotica, digital storytelling…
“L’idea di realizzare il 1° Meeting “Inclusione Digitale” – spiega Ivana Nobler, dirigente scolastico dell’IC7 - è nata dalla voglia di organizzare un evento che, in maniera davvero articolata e creativa, possa dare ai docenti, non solo della mia scuola, la possibilità di prendere parte in maniera attiva a una formazione che vada ben oltre le modalità di un aggiornamento frontale, per addentrarsi nelle variegate opportunità operative offerte dai diversi workshop (di due ore ciascuno) previsti nell’arco delle due giornate”.
“Si tratta – aggiunge Gabriella Lestuzzi, animatrice digitale - di un progetto volto all’utilizzo della didattica come mezzo di inclusione per valorizzare le differenze di ciascun alunno nelle sua unicità, non solo rivolte a chi ha difficoltà ma anche alle eccellenze”.
E aggiunge “Ci tengo a sottolineare come l’inclusione attraverso la conoscenza e l’utilizzo consapevole dei dispositivi e/o programmi tecnologici debba coinvolgere innanzitutto i docenti che saranno chiamati poi a condividere quanto appreso con gli studenti, i quali sono i principali gli indiretti ma principali destinatari dell’iniziativa”.
“Le due parole chiave del titolo del meeting – continua Nobler - non sono state una scelta casuale, ma ben ponderata, in quanto la priorità strategica che l’IC7 si è posta è quella del miglioramento continuo e sostanziale dei risultati scolastici di un’utenza resa complessa dalle molteplici variabili non solo socio-economiche, linguistiche e culturali, ma anche da tutta una serie di Bisogni Educativi Speciali che abbiamo il dovere di analizzare e accompagnare attraverso una concreta personalizzazione dei percorsi. Sono convinta che un ambiente scolastico vitale debba dare stimoli che non possono limitarsi al semplice canale uditivo, ma debbano attivare tutti gli altri sensi. E le molteplici possibilità offerte dai mezzi digitali, dalle app, dai software didattici possono essere validi strumenti per la calibrazione dei percorsi alle peculiarità delle intelligenze multiple”.
“Questo progetto – sottolinea Lestuzzi - si inserisce all’interno di un cambiamento graduale della didattica e del modo di fare scuola per allinearsi alle 8 competenze chiave europee che saranno al centro di questo evento di formazione.
Il fine ultimo dell’iniziativa è comunque sempre quello di fornire ai ragazzi strumenti e strategie di problem solving grazie all’acquisizione di conoscenze tecniche fondamentali per prepararsi a vivere in una società sempre più tecnologica”.
“Ciò che ci proponiamo – conclude Ivana Nobler – è presentare un approccio digitale che non sia solo una semplice moda, né funzionale all’isolamento dell’alunno; al contrario esso deve essere utilizzato come uno strumento accattivante per i ragazzi e utile pure alla realizzazione di attività basate sul lavoro cooperativo degli alunni ma anche dei docenti, che nel corso dell’anno possono sperimentare quanto appreso nei laboratori.
In tal modo viene loro certificata anche la realizzazione di una Unità Formativa secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di Formazione dei Docenti 2016/2019”.
(m.t.)
“L’idea di realizzare il 1° Meeting “Inclusione Digitale” – spiega Ivana Nobler, dirigente scolastico dell’IC7 - è nata dalla voglia di organizzare un evento che, in maniera davvero articolata e creativa, possa dare ai docenti, non solo della mia scuola, la possibilità di prendere parte in maniera attiva a una formazione che vada ben oltre le modalità di un aggiornamento frontale, per addentrarsi nelle variegate opportunità operative offerte dai diversi workshop (di due ore ciascuno) previsti nell’arco delle due giornate”.
“Si tratta – aggiunge Gabriella Lestuzzi, animatrice digitale - di un progetto volto all’utilizzo della didattica come mezzo di inclusione per valorizzare le differenze di ciascun alunno nelle sua unicità, non solo rivolte a chi ha difficoltà ma anche alle eccellenze”.
E aggiunge “Ci tengo a sottolineare come l’inclusione attraverso la conoscenza e l’utilizzo consapevole dei dispositivi e/o programmi tecnologici debba coinvolgere innanzitutto i docenti che saranno chiamati poi a condividere quanto appreso con gli studenti, i quali sono i principali gli indiretti ma principali destinatari dell’iniziativa”.
“Le due parole chiave del titolo del meeting – continua Nobler - non sono state una scelta casuale, ma ben ponderata, in quanto la priorità strategica che l’IC7 si è posta è quella del miglioramento continuo e sostanziale dei risultati scolastici di un’utenza resa complessa dalle molteplici variabili non solo socio-economiche, linguistiche e culturali, ma anche da tutta una serie di Bisogni Educativi Speciali che abbiamo il dovere di analizzare e accompagnare attraverso una concreta personalizzazione dei percorsi. Sono convinta che un ambiente scolastico vitale debba dare stimoli che non possono limitarsi al semplice canale uditivo, ma debbano attivare tutti gli altri sensi. E le molteplici possibilità offerte dai mezzi digitali, dalle app, dai software didattici possono essere validi strumenti per la calibrazione dei percorsi alle peculiarità delle intelligenze multiple”.
“Questo progetto – sottolinea Lestuzzi - si inserisce all’interno di un cambiamento graduale della didattica e del modo di fare scuola per allinearsi alle 8 competenze chiave europee che saranno al centro di questo evento di formazione.
Il fine ultimo dell’iniziativa è comunque sempre quello di fornire ai ragazzi strumenti e strategie di problem solving grazie all’acquisizione di conoscenze tecniche fondamentali per prepararsi a vivere in una società sempre più tecnologica”.
“Ciò che ci proponiamo – conclude Ivana Nobler – è presentare un approccio digitale che non sia solo una semplice moda, né funzionale all’isolamento dell’alunno; al contrario esso deve essere utilizzato come uno strumento accattivante per i ragazzi e utile pure alla realizzazione di attività basate sul lavoro cooperativo degli alunni ma anche dei docenti, che nel corso dell’anno possono sperimentare quanto appreso nei laboratori.
In tal modo viene loro certificata anche la realizzazione di una Unità Formativa secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di Formazione dei Docenti 2016/2019”.
(m.t.)
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