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Modena: Scuole Rodari, una nuova area creativa

Modena: Scuole Rodari, una nuova area creativa

Ad attendere gli oltre quattrocento alunni della scuola primaria Rodari ieri c'era, però, una sorpresa che ha reso il rientro più dolce del solito. È stata, infatti, inaugurata un’area creativa dedicata ad attività di tinkering e di robotica

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MODENA. La fine delle vacanze estive come ogni anno coincide con l'inizio della scuola. E questa giornata tanto attesa, forse di più per i genitori, che per gli studenti, è arrivata. Ad attendere gli oltre quattrocento alunni della scuola primaria Rodari ieri c'era, però, una sorpresa che ha reso il rientro più dolce del solito. È stata, infatti, inaugurata un’area creativa dedicata ad attività di tinkering e di robotica. Cosa sono? Ce l’hanno spiegato le curatrici del progetto, le insegnanti Angela Russo, Mirta Pagliaro, Maria Beatrice Abbati e Paola Mello. «Insieme alle colleghe del team digitale - ha esordito Abbati, animatrice digitale e insegnante di tecnologie informatiche - è stato creato questo spazio per i nostri piccoli utenti, gli ingegneri del futuro. Sul cartellone si legge la scritta “thinker-spazio” dove thinker, che deriva dall’inglese, significa pensatore, dunque è lo spazio del pensatore. Ma, è anche un richiamo all’attività di tinkering, cioè quella forma di apprendimento per cui s’impara facendo. In questo luogo cerchiamo di sviluppare il pensiero computazionale, di educare i bambini a risolvere problemi applicando la logica, cercando di farli ragionare sul modo migliore per arrivare alla soluzione. Tutto ciò viene ottenuto attraverso la manipolazione di materiali diversi e elementi di riciclaggio a cui diamo nuova vita grazie alla microrobotica».

Una inaugurazione a tempo di record che è stata possibile anche grazie all’impegno durante tutta l’estate di Concetta Lo Presti, referente delle Rodari e anche autrice della nuova scritta che anima l’ingresso.

Tornando al laboratorio, ad ogni tavolo della stanza è assegnata un’attività diversa, che viene svolta e proposta a seconda dell’età dei bambini. «Il più elementare degli strumenti che abbiamo in laboratorio - ha spiegato Pagliaro, insegnante d’informatica - è utilizzato come raccordo tra la scuola d’infanzia e la primaria, giusto per iniziare a proporre il linguaggio della programmazione intuitiva. Queste attività aiutano a pensare meglio e in modo creativo, stimolano la curiosità attraverso quello che può sembrare solo un gioco». «Per gli alunni di prima elementare - ha aggiunto Mello - ci sono dei dispositivi molto utili con cui i bambini possono esercitarsi su linee e numeri: è stato riscontrato un aumento sulla velocità di calcolo». Il kit di robotica creativa, invece, è pensato dal terzo anno di scuola in poi. «Serve a creare dei robot - ha mostrato Russo, insegnante d’informatica - dai più semplici ai più complessi. Coi programmi sui tablet viene programmato il movimento dei robot. I bambini sviluppano così la creatività, mettendo in atto il pensiero creativo». (m.s.)
 

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