Modena, tredicenne aggredita e palpeggiata
La ragazzina era in bicicletta quando è stata bloccata e circondata da un gruppo di ventenni che l’ha importunata
MODENA. Bloccata nel parco, aggredita dal branco, strattonata, palpeggiata. Lei, tredici anni, terrorizzata e disperata, è riuscita a divincolarsi e a pedalare con quanta forza aveva in corpo sulla sua bicicletta. È arrivata a casa, si è gettata tra le braccia della mamma e piangendo ha raccontato cosa le era appena successo. Ha taciuto solo il particolare del palpeggiamento, forse per vergogna, forse perché il trauma interiore era ancora forte, ma l’indomani mattina ha svelato anche questo particolare, questa violenza ai genitori.
Teatro della vicenda una zona tristemente famosa, quella fetta di parco che si trova dietro al teatro Storchi, dove specialmente di pomeriggio e col far della sera si radunano gruppi di stranieri. È fiorente il giro di spaccio, le panchine sono spesso circondate da bottiglie di birra, c’è il classico via vai di biciclette per le consegne della droga nelle vie del centro. La ragazza, che ieri ha comunque avuto la forza di andare a scuola, non mancando al suo primo giorno scolastico in terza media, era in bicicletta. Stava percorrendo la pista ciclabile ed erano circa le 17, quindi c’era ancora luce (l’altro giorno c’era caldo e era sereno) e in giro, anche in quella zona, c’era gente.
Come la ragazzina ha raccontato ai genitori, stava pedalando quando un gruppetto di ragazzi si è spostato occupando improvvisamente la ciclabile e circondandola. Erano in quattro, forse cinque, sui vent’anni. Non erano italiani ma, come ha affermato, probabilmente maghrebini vista la loro pronuncia, la carnagione e i vestiti un po’ come i rapper. Uno si è parato davanti bloccando il manubrio della bicicletta, gli altri si sono messi ai lati. La tredicenne ha raccontato che si è trovata bloccata e di essere rimasta in sella alla bicicletta mentre quelli le dicevano “Dove vai? Ma dove stai andando? Dai vieni con noi, adesso devi venire con noi”. È in questa fase che qualcuno ha scosso la bicicletta, come per disarcionarla e un altro ha allungato le mani, palpeggiando la ragazzina. Una questione di istanti, per lei lunghissimi e interminabili. La 13enne però è riuscita fortunatamente a divincolarsi, ha spinto in avanti la bicicletta, si è creata un varco nel branco ed è riuscita così a scappare, precipitandosi a casa. Poi, come detto, il racconto ai genitori.
Genitori che hanno aspettato, per non traumatizzare la loro piccola, a presentarsi presso le forze dell’ordine ma che oggi denunceranno ciò che la loro figlia ha subìto.
Una vicenda che accende ancora una volta, come se non bastasse, i riflettori sulla sicurezza in quella zona del centro di Modena.
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