Sabrina, una rosa sul casco e il saluto dei motociclisti
Medolla. Commovente “sgasata” all’ingresso e all’uscita del feretro della 26enne Arrivati da tutta la regione. Le note di Ramazzotti e Raf. Il grazie dei familiari
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MEDOLLA. Mancavano dieci minuti alle 11 quando il carro funebre, dopo la cerimonia, ha sfilato tra il rombo potente delle 60 moto schierate ieri, ai margini del viale che conduce alla chiesa parrocchiale del paese, per l’ultimo saluto a Sabrina Bianchini, la 26enne morta domenica pomeriggio sulla Provinciale 5, all’incrocio tra via Canalazzo e via Sparato, tra Cavezzo e Medolla. Una “sgasata” commovente, epica, quella dei tanti motociclisti che in sella alla loro due ruote hanno voluto ricordare Sabrina così, facendo sentire forte quell’ultimo abbraccio roboante che chissà quante volte hanno condiviso nel vivere la passione per il motociclismo. C’erano tutti ieri per dirle addio, per dirle “siamo qui per te, Sabrina, per salutarti a modo nostro, come tu avresti voluto” sembravano gridare i bikers mentre continuavano a sgasare e il feretro lentamente si allontanava tra gli applausi, alla volta del Tempio della Cremazione di Modena. C’erano gli amici del Moto Club di Cento “Tot in Piga”, di cui Sabrina faceva parte, quelli dei “Bulloni Svitati” di Ferrara e poi ancora il Club “Moto Pinguino” di Modena e tanti altri gruppi di motociclisti che non sono voluti mancare per stare insieme a lei un’ultima volta. Regalando, seppur nel dolore straziante, una forza d’animo in più e una gioia insperata anche ai famigliari che, vedendoli così, tutti schierati per lei, si sono commossi per tanto affetto e tanta partecipazione. La mamma, Antonella, con gli occhi lucidi e un sorriso sulle labbra che tratteneva a stento la sofferenza, con il casco bianco di Sabrina, su cui era deposta una rosa, ha sfilato in mezzo ai centauri, tenendolo alto quel casco, come un trofeo, orgogliosa della figlia come dei tanti amici che con lei hanno condiviso l’amore per le due ruote. Salutandoli infine con un commovente: “Grazie, grazie a tutti di essere venuti”. Lì accanto il marito, Enrico, le altre due figlie, Samantha e Sara, accompagnata dalla piccola figlia Alice e dal marito Ivan, e poi il fidanzato di Sabrina, Paolo, con i nonni e gli zii della giovane. Si stringevano tra loro davanti a quella sessantina di moto, a tutti quei ragazzi che erano lì per lei, alzando le braccia al cielo e facendo con le mani un segno di saluto (con dito indice e medio aperti a V) in pieno stile bikers e all’insegna dell’anticonformismo più puro. Come anticonvenzionale è stato l’ingresso del feretro in chiesa, alle 10, sulle note di “Un’emozione per sempre” di Eros Ramazzotti. Poi la cerimonia, celebrata da Don Davide in modo composto e canonico finchè intorno alle 10,40, a messa conclusa, la bara di Sabrina è stata accompagnata all’esterno mentre nell’aria risuonavano la voce di Raf e le parole della sua “Infinito”. Come a dire, “Ciao Sabrina”, “So solo che non potrà mai finire. Ovunque tu sarai, non smetteremo mai, se questo è amore, è amore infinito..”.
Valentina Corsini
Valentina Corsini
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