Fanano e il Giappone si gemellano nel nome di Felix
di Daniele Montanari
Delegazione dal Sol Levante in paese per celebrare l’esploratore nipponico Wada e l’avventura con Pedroni
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FANANO . Non smette di essere feconda di relazioni “ai confini del mondo” per Fanano la storia di Felice Pedroni (1858-1910). Dopo quello con la cittadina alaskana di Fairbanks, il nuovo ponte è steso adesso verso il Giappone, e la città di Matsuyama in particolare, dove ha sede un’associazione che coltiva la memoria di un personaggio legato alla parabola di Felix Pedro: l’esploratore giapponese Jujiro Wada (1875-1937) che per primo diede al mondo la notizia della sua scoperta del grande filone d’oro che pose le basi per la fondazione di Fairbanks. Un rapporto dimenticato, riannodato da Massimo Turchi (presidente dell’associazione Linea Gotica-Officine della Memoria) nell’approfondire la storia di Pedro per il Museo di Trignano. Tramite Facebook, Turchi ha saputo che quel Wada citato finora solo di passaggio in libri e memorie, era invece un gran personaggio per il Giappone, tanto da avergli dedicato un’associazione per coltivarne la memoria a Matsuyama appunto, nella prefettura di Ehime da dove a 17 anni partì anche lui per l’Alaska. Ha quindi invitato a Fanano il direttore dell’associazione, Mikio Ueoka, che con l’assistente Noriko Kan ieri mattina a Trignano ha raccontato a un pubblico affascinato quest’altra storia di avventura e coraggio che incrocia quella di Felix. Le cose andarono così: stregato dall’avventura, Wada si imbarcò come mozzo in una nave, finché di viaggio in viaggio non raggiunse su una baleniera l’Alaska, che lo conquistò subito. Divenne un leggendario esploratore, capace di spingersi in zone dove neanche i nativi erano arrivati, e soprattutto si conquistò una grande fama come “musher”, guidatore di cani da slitta, vincendo innumerevoli gare e aprendo anche rotte tuttora famosissime. Per capirci, l’Iditarod, il celebre percorso che unisce Anchorage e Nome scelto anche oggi per la corsa di cani più famosa al mondo, è suo. Il destino volle che nel 1901 la barca del mercante E.T. Barnette, destinato a diventare socio di Pedro, si arenasse al largo dell’agglomerato che poi diventò Fairbanks. Pedro ne approfittò per fare rifornimento di merci e conobbe Wada, che vi era imbarcato. Poi il 22 luglio 1902 Felix, da solo e malato, trovò l’oro sul Pedro Creek. L’area era molto grande, quasi quanto oggi il Frignano, e sia lui che il socio Barnette, dopo aver registrato la concessione, volevano che la notizia si diffondesse per far nascere un grande distretto minerario. Per portarla al giornale Yukon Sun a Dawson City, nell’estremo nord del Canada, si affidarono quindi a Wada, che partì il 28 dicembre 1902 per un viaggio dalle condizioni proibitive, giustamente celebrato sulla prima pagina del giornale del 17 gennaio 1903. E così corsa all’oro fu. I giapponesi hanno consegnato un quadretto celebrativo di quell’amicizia, e il sindaco Stefano Muzzarelli ha accettato l’invito ad andare a Matsuyama: «Vogliamo valorizzare sempre di più la storia di Pedroni – ha sottolineato – anche correndo per il mondo sulle tracce che ha lasciato». In chiusura, la proiezione di un’anteprima del lavoro che la fotografa modenese Samantha Azzani sta dedicando proprio a Pedro.
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