emanuele severino
Il senso del rovesciamento: quando il mezzo diventa fine
di Luca Gardinale
«Vivere bene per essere ricchi o essere ricchi per vivere bene?». Se lo è chiesto Emanuele Severino, nella lezione magistrale che si è tenuta ieri alle 18 in piazza Grande. Piazza come sempre gremita...
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«Vivere bene per essere ricchi o essere ricchi per vivere bene?». Se lo è chiesto Emanuele Severino, nella lezione magistrale che si è tenuta ieri alle 18 in piazza Grande. Piazza come sempre gremita per la seconda giornata del Festival Filosofia, mentre il filosofo bresciano ha affrontato il tema della “Tecnica - rovesciamento tra mezzi e fini”. «Essere ricchi per vivere bene è un atteggiamento antico - ha spiegato Severino - che risale ad Aristotele, ma in realtà lo scopo non è essere ricchi, ma essere buoni. Per condurre una vita buona, però, il corpo non deve stare male, dicono i greci, e quindi si deve essere nel benessere e nella ricchezza per vivere una vita felice. Ma così la struttura si ribalta: non più vivere bene per essere ricchi, ma essere ricchi per vivere bene». Il filosofo lombardo ha così continuato la lezione sul filone del rovesciamento tra mezzo e fine: «Oggi continuiamo a sentire dai giornali e dalle tv che la tecnica guidata dalla scienza continua a fare passi avanti nella produzione dell’intelligenza artificiale - ha detto - ma non si tiene conto del gioco che esiste tra mezzo e fine, tra quei due termini che sono i protagonisti del rovesciamento tra vita buona e ricchezza». Facendo altri esempi di rovesciamenti, Severino ha parlato «della verità che da mezzo diventa scopo: Aristotele critica chi non usa il denaro per goderne, ma per incrementare il denaro stesso. Siamo così passati da un tempo in cui il denaro era mezzo dello scambio di merci a un periodo in cui il denaro inizialmente investito si serve della merce per ottenere una maggior quantità di denaro». Quindi, il professore ha parlato dell’importanza degli scopi nel determinare le azioni: «Se si cambia lo scopo di un’azione, quell’azione non è più la stessa - ha detto - ad esempio, se uomo e donna si uniscono in un atto amoroso, lo scopo è l’amore, mentre è molto diverso se un uomo compra quell’atto con il denaro: in quel caso lo scopo è il godimento per uno e il guadagno per l’altra». Rispondendo alle domande del pubblico, il filosofo lombardo ha affrontato anche il tema del rapporto tra tecnica e verità: «La tecnica, per essere potente, deve abbandonare la verità, che è come un masso in mezzo alla strada. Per andare avanti, il masso deve essere tolto di mezzo».
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