Gazzetta di Modena

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La grande sfida del Distretto: «Abbattere lo smog in vent’anni»

di Fabrizio Tosi
La grande sfida del Distretto: «Abbattere lo smog in vent’anni»

Convegno a Formigine sui trasporti per creare alternative all’uso intensivo dell’automobile privata L’assessore Bartoli: «Dobbiamo pensare oggi le politiche del futuro per rispetto dei nostri giovani» 

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FORMIGINE. Come sarà la mobilità del futuro nel Distretto Ceramico? Una domanda difficile, sulla quale si stanno applicando in molti, ad iniziare dai quattro comuni del Distretto: Formigine, Fiorano, Maranello e Sassuolo. La zona, come il resto della pianura Padana, si trova coinvolta in una situazione di alto inquinamento atmosferico. Occorre un cambiamento per abbassare il numero di auto in circolazione ed aumentare il trasporto alternativo come la bicicletta, il tram, l’autobus, il treno e le auto condivise, il cosiddetto car-sharing. Obiettivi che potranno essere raggiunti con il Pums (Piano Urbano della Mobilità Urbana) che è in via di definizione.

«Come sarà il distretto tra 20 anni?», si è chiesto ieri Francesco Avesani, aprendo il convegno che si è tenuto a Formigine. Lui è il referente del primo rapporto diagnostico effettuato nei comuni del Distretto e rappresentante dell’azienda reggiana Netmobility: «Dai primi dati raccolti - spiega - abbiamo notato che, nell’intera provincia di Modena, la maggior parte degli spostamenti avvengono in auto. Un fenomeno comodo da un lato, scomodo dall’altro: e in auto c’è una sola persona. Un fattore che incrementa l’inquinamento atmosferico. Per poter contrastare questa “cultura” occorrerà, tramite raccolta di firme, riunioni e relazioni, cambiare la mentalità dei cittadini, spiegando loro la multimodalità, ovvero una modalità di partecipazione dove i protagonisti sono soggetti plurali, non singoli».

Ma, com’è possibile far cambiare idea ai pendolari? «Potenziando - riprende Avesani - l’arte della condivisione come il trasporto pubblico, il trasporto leggero (bici) e le modalità di adesione a tali metodologie, con un apposito tariffario».

Metodologie che si suddividono in più categorie come il car sharing, già operativo a Modena tramite la piattaforma Share'ngo, il potenziamento del trasporto pubblico dove il prezzo del biglietto, il potenziamento dei controlli e l’accurata manutenzione possano garantire la normale regolarità e l’adesione da parte delle aziende. Alcune idee, su un possibile potenziamento della sharing - economy, sono state elaborate dal referente da Andrea Burzacchini di aMo - agenzia della mobilità di Modena: «Occorre portare esperienza europea nella nostra provincia - apre Burzacchini - lavorando a basso costo e realizzando grandi opere. Un esempio? La mobilità di Friburgo, città tedesca dove caminnare o andare in bici è all’ordine del giorno».

«Dalla comparazione nascono grandi idee - conclude l’assessore all’Ambiente Giorgia Bartoli - Il Piano urbanistico della mobilità di distretto vuole offrire una visione di ampio respiro sulle politiche future in tema di trasporti, sostenibilità e viabilità. Pensare oggi le politiche di domani è un impegno che vogliamo prendere innanzitutto nei confronti delle nuove generazioni».

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