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Musti: «Era un delirio d’onnipotenza»

Musti: «Era un delirio d’onnipotenza»

Il procuratore capo nell’audizione al Csm descrive Scafarto e l’ex capitano Ultimo dei Noe: «Intercettazioni fatte coi piedi»

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Caso Consip-Cpl Concordia: mentre infuria la polemica con nuove reazioni, interrogazioni, esternazion i di Renzi, di ministri e di quasi tutte le forze politiche, arrivano altri provvedimenti giudiziari. Henry John Woodcock è indagato dalla Procura di Roma anche per falso, in concorso con l'ex capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, nell'ambito dell'inchiesta Consip. L'accusa nei confronti del pm napoletano si aggiunge a quella di violazione di segreto. L'inchiesta si riferisce alle comunicazioni su una presunta auto dei servizi segreti che avrebbe spiato le mosse dei suoi carabinieri impegnati negli accertamenti sull'imprenditore Alfredo Romeo. Ma a tenere banco sono sempre le dichiarazioni del procuratore capo della Procura di Modena Lucia Musti, dichiarazioni rilasciate davanti alla prima commissione del Consiglio superiore della magistratura. Ricordiamo che a Modena, con il trasferimento degli atti dell'inchiesta sulla metanizzazione dell'isola d'Ischia, fu mandato il materiale che era confluito nell'inchiesta napoletana, e dunque c’erano anche le intercettazioni di colloqui tra il futuro presidente del consiglio Renzi e il comandante interregionale della GdF Matteo Adinolfi, relative all'inchiesta Cpl sugli affari di Ischia. Era il 2015 e la Musti, allora sostituto procuratore, riceve il materiale che ha inviato il pm Woodcock, e inizia, come ha riferito, ad essere contattata. Nella sua audizione del 17 luglio scorso il procuratore capo non usa mezzi termini contro il capitano dei Noe Gianpaolo Scafarto e colonnello del Noe Sergio De Caprio, l’ex capitano Ultimo, quello dell’arresto di Riina. Come ha riportato Repubblica la Musti avrebbe detto che «il modo di fare di questo capitano Scafarto era assolutamente spregiudicato, ma non solo il suo, anche quello del colonnello che lo comandava allora, De Caprio». E come arriva questo materiale? Tramite Scafarto in persona: «Erano due dvd e non avevano alcuna forma di particolare cautela, assolutamente no. Non c’erano dei sigilli e Scafarto veniva per nome e per conto di Woodcock, che mi aveva telefonato e mi aveva detto: “Ti mando Scafarto”». Così riporta sempre Repubblica che riferisce ancora, relativamente alle famose intercettazioni che nel frattempo erano state pubblicate, che la Musti avrebbe dichiarato nell’audizione: «Ho parlato con Woodcock quando la notizia è uscita, è lui che ha chiamato me, non sono io che ho chiamato lui. Mi ha chiamato per minimizzare, era piuttosto turbato, agitato, preoccupato. Io l’ho lasciato sfogare, punto e basta. In realtà ero piuttosto arrabbiata». E ancora: «Queste intercettazioni erano fatte coi piedi». Musti riferisce anche di un incontro a Roma: «Mi sembravano molto spregiudicati, con un delirio di onnipotenza, soprattutto il colonnello e il capitano. Erano esagitati, non mi piaceva neanche il rapporto con l’autorità giudiziaria che avevano, perché a me avevano detto: “Dottoressa, lei se vuole ha una bomba in mano, lei se vuole può far esplodere la bomba”». La frase clou riferita dalla Musti: «Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi». Intanto Romito, legale di De Caprio, all’Ansa ha dichiarato: «Chiederò al Csm copia integrale del verbale dell'audizione della Musti per intraprendere ogni azione legale a tutela del mio assistito».

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