Gazzetta di Modena

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Festival Filosofia 2017

Nanni, disegni di luce reinventano la reggia

di Stefano Luppi
Nanni, disegni di luce reinventano la reggia

Con la tecnologia il maestro da nuovi profili alle architetture Un intervento dalla Galleria di Bacco fino all’ex Peschiera

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SASSUOLO. Il romagnolo Mario Nanni, un maestro della luce riconosciuto a livello mondiale, “ripensa” un gioiello storico e artistico come Palazzo Ducale. Il pubblico, ieri sera numeroso alla inaugurazione alla reggia estense, ha potuto vedere gli spazi storici che appaiono quasi dei “nuovi” luoghi. Nanni è infatti intervenuto sulle parti simbolo dell’edificio, dalla Galleria di Bacco, al cortile principale della reggia, oggi parte delle Gallerie Estensi fino all’ex Peschiera, donando con la sua tecnologia un nuovo profilo alle architetture. Poesia pura nelle sale del piano nobile, con la presenza di varie installazioni che proseguono l’ormai tradizionale connubio dell’antica reggia con la creatività contemporanea. L’artista romagnolo, che utilizza la luce producendola con le nuove tecnologie, ha intitolato il suo appuntamento “Contatto nel godimento delle delizie”. La partenza è nella filosofia antica - il pensiero corre al seicentesco René Descartes - con il proprio metodo e la propria metafisica che si riverbera nelle forme. Queste ultime, come ha visto il pubblico nell’intervento curato da Martina Bagnoli e Silvia Gaiba, vengono esaltate dall’intervento di luce del maestro. Nel cortile questi nuovi “disegni” visivi sono proposti tramite mega anelli sospesi nel cielo che diffondono una luce soffusa, quasi religiosa o almeno sentimentale. Nella affrescata Galleria di Bacco e nelle sale attigue Nanni invece propone installazioni dalle luci delicate che esaltano le pitture di Boulanger. Lo spazio forse più spettacolare è della Peschiera a fianco della reggia, dove l’artista propone una sorta di meridiana. Una vera e propria epifania della illuminazione legata alla progettazione. «Per me - spiega - è stato un onore poter esporre in questo luogo, cercando di fare comprendere come l’arte contemporanea possa agire in connubio con l’antico. Ognuno ha la propria idea di luce, ma mia è legata senz’altro alla progettazione, ma certamente anche al gioco e alla seduzione. Cerco di raccontare una storia con le mie opere, concepite andando sul posto». La direttrice Bagnoli spiega che «la definizione di poesia di luce è particolarmente indicativa del lavoro di Mario Nanni che ha esposto in numerosi e prestigiosi luoghi. La sua opera è un commento alle opere di Palazzo Ducale, come lo è stata di recente la performance di luce che ad esempio ha realizzato a Palazzo Mondadori a Segrate o a Roma per Fendi».

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