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Festival Filosofia 2017

Salvatore Natoli: «L’uomo di oggi vive di eccessi e scorda il bello del godimento»

Salvatore Natoli: «L’uomo di oggi vive di eccessi e scorda il bello del godimento»

Era "Aretè - La costruzione di sè" il titolo della lezione di Salvatore Natoli ieri in piazza Garibaldi a Sassuolo.Il filosofo ha iniziato spiegando perché solo l’uomo si occupa di arte. «L’uccello...

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Era "Aretè - La costruzione di sè" il titolo della lezione di Salvatore Natoli ieri in piazza Garibaldi a Sassuolo.

Il filosofo ha iniziato spiegando perché solo l’uomo si occupa di arte. «L’uccello costruisce il suo nido e gli altri animali la loro tana, ma poi – ha affermato – si fermano lì. L’uomo invece costruisce anche oltre al necessario». Natoli ha parlato dell’arte come autopotenziamento dell’uomo: deve salire in alto e costruisce una scala, deve navigare e costruisce una barca. «Il principio dinamico del costruire, e quindi dell’arte, - ha continuato – è la voglia di espansione. Qui risiedono gioco e rischio allo stesso tempo: il desiderio è tendenzialmente incontinenza e se per un verso fa crescere mette anche in pericolo». Il modo in cui la mente umana si è espansa sono state le macchine. Nell’era del digitale la mente – macchina ha bisogno di imput che da sé non riesce a produrre. «Ci sono macchine – ha sostenuto – che ti conducono senza che tu debba guidare e queste, probabilmente, ridurranno gli incidenti. Mentre l’essere viene guidato dal desiderio la macchina sa che c’è un ostacolo e si ferma». Ma questo autopotenziamento avrà una fine? Secondo Natoli sono due gli aspetti da tenere in questione: inizialmente gli esseri umani erano spinti dal risolvere il vincolo della necessità (costruisce la pietra scheggiata, scopre il metallo, crea la freccia) e, quindi, si espande perché ne ha bisogno. Una volta fatto questo l’uomo ha il desiderio di espandersi ancora di più, di crescere ulteriormente. Così facendo ogni nuova creazione prima di esistere è considerata un lusso e, poi, diventa una necessità. «Oggi – ha spiegato – cambiamo cellulare ogni anno e senza ci sentiamo nudi. Il vero problema è che non siamo più noi a governare le tecniche. I soggetti sono unici e diversi tra loro, ma le tecniche sono sempre uguali, facendo diventare i prodotti, e di conseguenza noi, impersonali. La scelta che abbiamo è seguire la tecnica e perdere la nostra personalità o sottrarci a essa e mantenerci veri». Natoli ha sottolineato anche il fatto che, nonostante al mondo ci sia tutto, o quasi, non siamo riusciti a cancellare il malessere: «abbiamo creato addirittura la pillolina contro la malinconia! Questo è quello che credo: il sottrarsi alla società è l’unico modo per evitare che la società collassi. Come un bambino va in pasticceria e piange perché non sa quello che vuole, così noi dobbiamo sottrarci alle scelte e trovare la giusta misura». Natoli ha concluso l’incontro con una riflessione sulla nostra società, basata ormai sull’eccitazione e non sul godimento del momento. «Siamo sempre in movimento, vogliamo sempre l’eccitazione, l’eccesso. Il godimento lo abbiamo scordato e questo non può che produrre catastrofi».

Eleonora Alboresi

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