alle scuole cavour
Spazi a rischio per disabili «Il Comune non fa nulla»
Dovevano semplicemente essere protetti i termosifoni nelle classi delle scuole medie Cavour dove un ragazzo 13enne disabile si reca quotidianamente a fare lezione. Il caso risale all’aprile dell’anno...
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Dovevano semplicemente essere protetti i termosifoni nelle classi delle scuole medie Cavour dove un ragazzo 13enne disabile si reca quotidianamente a fare lezione. Il caso risale all’aprile dell’anno scorso, quando il ragazzo in questione si rompe un dente cadendo sul termosifone. Genitori e scuola cercano insieme una soluzione e la messa in sicurezza degli apparecchi sembra essere quella migliore. Era stato deciso di affrontare i lavori di adeguamento durante l’estate ma venerdì, tornando a scuola, la famiglia si è accorta che nulla era stato fatto, decidendo di riportare a casa il ragazzo.
«La preside ha perfettamente presente la situazione ed è sempre stata molto disponibile nei nostri confronti - spiega la famiglia - e non è colpa sua se alla riapertura della scuola ci si è trovati nella stessa identica situazione. Il Comune aveva promesso di intervenire e invece niente. Hanno proposto di accostare dei tavoli ai termosifoni, ma non è questo il modo di intervenire, non ci sembra di chiedere la luna. Nostro figlio si è fatto male in un’aula, abbiamo semplicemente chiesto che le aule da lui frequentate venissero messe in sicurezza: la classe, due laboratori, niente di più. Ci è stato anche risposto che si interverrà soltanto nell’aula relax: e questo sarebbe fare integrazione a scuola?».
La famiglia, che a scuola può contare su un insegnante di sostegno e sulla presenza di educatori, non è intenzionata a fare iniziare l’anno scolastico al proprio figlio fino a quando non saranno completati i lavori: «La beffa - commenta il padre - è che durante l’estate sono state eseguite nella scuola altre opere murarie, ma nulla di ciò che era stato promesso a noi».
«La preside ha perfettamente presente la situazione ed è sempre stata molto disponibile nei nostri confronti - spiega la famiglia - e non è colpa sua se alla riapertura della scuola ci si è trovati nella stessa identica situazione. Il Comune aveva promesso di intervenire e invece niente. Hanno proposto di accostare dei tavoli ai termosifoni, ma non è questo il modo di intervenire, non ci sembra di chiedere la luna. Nostro figlio si è fatto male in un’aula, abbiamo semplicemente chiesto che le aule da lui frequentate venissero messe in sicurezza: la classe, due laboratori, niente di più. Ci è stato anche risposto che si interverrà soltanto nell’aula relax: e questo sarebbe fare integrazione a scuola?».
La famiglia, che a scuola può contare su un insegnante di sostegno e sulla presenza di educatori, non è intenzionata a fare iniziare l’anno scolastico al proprio figlio fino a quando non saranno completati i lavori: «La beffa - commenta il padre - è che durante l’estate sono state eseguite nella scuola altre opere murarie, ma nulla di ciò che era stato promesso a noi».
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