l’iniziativa del laboratorio “scossa”
In Carteria spunta un murale gigante
Hanno cominciato a dipingerlo al tramonto, quando la città era in festa e un po' distratta, mentre la mente della gente viaggiava alta fra un incontro filosofico e un caffè letterario. Come ogni anno...
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Hanno cominciato a dipingerlo al tramonto, quando la città era in festa e un po' distratta, mentre la mente della gente viaggiava alta fra un incontro filosofico e un caffè letterario. Come ogni anno e in linea con il tema del festival della filosofia 2017, i militanti del laboratorio Scossa hanno organizzato una contro manifestazione auto prodotta con iniziative artistiche e culturali, dibattiti politici e concerti all'aperto. E proprio nel quadro di questo contro festival, nella notte fra sabato e domenica, un gruppo di ragazzi del collettivo Sdp (“Saggi delle panchine”) provenienti dalla provincia di Parma, invitati dal collettivo autonomo modenese, hanno preso bombolette e vernice e colorato il muro adiacente alla sede dello Scossa, un tempo parte di un edificio occupato dallo stesso collettivo e poi sgomberato nel maggio del 2016.
Una forma per marcare e rivendicare il territorio, da parte del gruppo autonomo. Il murale raffigura una piovra capovolta i cui tentacoli stringono il vessillo della fazione rivoluzionaria del Kurdistan siriano, le Ypg, e una bandiera rossa con su scritto “Autonomia contropotere”. Sullo sfondo, il mare solcato da una caravella pirata e un isolotto. A completare l’opera una scritta in spagnolo, il motto zapatista “Para todos todo, nada para nosotros”.
Tommaso Corbelli del laboratorio Scossa spiega: «Il murale rappresenta l'incontro ideale di popoli resistenti con particolare riguardo alla causa kurda. Riteniamo che queste espressioni artistiche arricchiscano la città, crediamo che l'unica vera arte debba essere liberata da ogni mercificazione, fruibile da tutti in modo immediato».
Gaetano Josè Gasparini
Una forma per marcare e rivendicare il territorio, da parte del gruppo autonomo. Il murale raffigura una piovra capovolta i cui tentacoli stringono il vessillo della fazione rivoluzionaria del Kurdistan siriano, le Ypg, e una bandiera rossa con su scritto “Autonomia contropotere”. Sullo sfondo, il mare solcato da una caravella pirata e un isolotto. A completare l’opera una scritta in spagnolo, il motto zapatista “Para todos todo, nada para nosotros”.
Tommaso Corbelli del laboratorio Scossa spiega: «Il murale rappresenta l'incontro ideale di popoli resistenti con particolare riguardo alla causa kurda. Riteniamo che queste espressioni artistiche arricchiscano la città, crediamo che l'unica vera arte debba essere liberata da ogni mercificazione, fruibile da tutti in modo immediato».
Gaetano Josè Gasparini
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