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Modena: «Villaggio Zeta, ora è allarme furti»

Modena: «Villaggio Zeta, ora è allarme furti»

Episodi nuovamente in aumento, presi di mira garage e auto in sosta. Il comitato torna in campo: «Dateci più controlli»

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Una domenica mattina qualunque al parchetto che da via Costellazione si “apre” nel cuore del Villaggio Zeta. Zona tranquilla, appartamenti e abitazioni di pregio, una delle zone residenziali più belle di Modena. «Bello starci - come dicono i due ragazzi sulla trentina che portano a spasso il cane - ma sarebbe bello che si tornasse alla tranquillità di un tempo».

Evidentemente è pensiero comune che, anche qui, come in altri quartieri di Modena, il fattore di sicurezza si stia riducendo e la percezione di sicurezza, quella che misura l’esasperazione delle persone, sia alle stelle.

E confermano quanto segnalato dal comitato Villaggio Zeta, nato alcuni anni fa sull’onda di una serie di eventi, furti ripetuti in serie, che avevano portato le persone a scendere in strada. Ne è portavoce Walter Parenti: «Ancora una volta mi trovo a denunciare una situazione di disagio e di segnalazione di furti avvenuti recentemente e che spesso non vengono denunciati».

Come nelle ultime due settimane: adesso hanno preso di mira soprattutto i garage. Il rischio è minore, si lavora con più calma, a volte i bottini riescono comunque ad essere ingenti: «Ne hanno aperti tre negli ultimi giorni, sempre con la stessa tecnica: si intrufolano e escono portando via tutto quello che trovano, anche cose apparentemente insignificanti. La periodicità con la quale questi episodi si susseguono preoccupa».

Un altro problema di questi tempi sta diventando anche il parcheggio in strada: «Si sa che ormai ogni famiglia ha almeno due auto, e in tanti sono costretti a lasciarle lungo la strada anche di notte: non c’è mattina che non ci sia un vetro rotto. Non racconto per sentito dire - spiega Parenti - basta che veniate a vedere quanti vetri ci sono a bordo strada. Anche in questo caso furti da poche centinaia di euro, con danni che arrivano anche a migliaia di euro. Mi chiedo per quanto tempo ancora dovremo andare avanti in questo modo».

La voce del Villaggio Zeta si alza mentre in queste settimane altre zone della città hanno fatto sentire tutto il loro malumore per diverse problematiche: «Se un cittadino paga il settanta per cento di tasse e balzelli vari, le autorità competenti dicono che se paghiamo le tasse queste servono per aiutare le persone in difficoltà. Ma noi in difficoltà continuiamo ad esserlo, e non è più un problema di telecamere. Qui, negli anni, in alcuni punti, sono anche state installate ma non basta. Serva una presa di posizione unica e corale, di tutta la città, che deve dimostrare di volere cambiare passo. Quando da anni sostengo che occorre un migliore controllo del territorio - si sfoga Parenti - rimango sempre inascoltato e intanto i furti continuano. Quando mi vengono snocciolate statistiche che i furti sono in diminuzione, io personalmente continuo ad essere scettico, perchè purtroppo la realtà non è quella delle statistiche che ci vogliono fare credere. Perché oltre al pagamento delle tasse, quanto costano ai cittadini i furti subiti, le effrazioni, le loro riparazioni, con la conseguenza di dotarsi di allarmi, inferriate e altro ancora, qualcuno ha mai pensato a quantificare questi costi? Perchè se dobbiamo farne una questione di cifre e numeri, sono queste le prime cose che dobbiamo mettere davanti a tutto, non le statistiche che in base a non si sa quali rilevazioni dicono che i furti diminuiscono. Diminuiscono le denunce, queste sì - conclude Parenti - perché la gente è ormai parecchio sfiduciata e non ci vanno nemmeno più a sentirsi dire che tanto non ritroveranno mai niente, perchè la realtà delle cose è questa ma sempre più persone hanno paura a metterci la faccia».

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