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«Con quel farmaco sono rinata»

«Con quel farmaco sono rinata»

A 61 anni S.R. colpita fibromialgia: «Ora vivo senza dolore, pillole dimezzate»

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Se i farmacisti ci tengono a sottolineare la diversità tra l’uso ricreativo della cannabis e quello curativo, c’è chi vuole tirare un rigo su queste distinzioni. È quello che fanno collaboratori della pagina facebook “Mario Dotto”che raccoglie anche le testimonianze dei pazienti modenesi che si curano con i derivati della sostanza.

Eppure ancora oggi i boicottaggi sono all’ordine del giorno. L’ultimo in ordine di tempo è il prezzo stabilito dalla legge di 9 euro al grammo, praticamente il prezzo di costo senza Iva dei preparati da Bedrocan, che costringono i farmacisti a lavorare quasi in perdita. Solo a Trento riconoscono ai farmacisti un costo di 12 euro ma per chi soffre di malattie gravi non c’è paragone con i farmaci tradizionali a base di oppiacei.

«Lo scriva pure, con la cannabis sono rinata e posso vivere. Posso cucinare, tenere in braccio la mia nipotina di pochi mesi e ho lasciato i farmaci che mi avevano rovinato, a cominciare dal cortisone». Le parole di S.R., 64 anni e in pensione da pochi anni, sono un inno senza riserve a un farmaco che le ha permesso di riavere quella vita normale che la malattia le aveva tolto sino a obbligarla a lasciare la scuola dove insegnava.

«Il cortisone per due anni mi aveva distrutto le ossa - racconta - A un certo punto della mia vita ho scoperto di avere una fibromialgia e una sindrome autoimmune e per giunta ho avuto anche due ictus. La mia vita non esisteva più: una stanchezza continua, dolori senza tregua, antidolorifici e dolori allo stomaco lancinanti nonostante i gastroprotettori perchè le 15 pillole al giorno lasciavano il segno. Poi mi sono documentata, sapevo che il dott. Meschiari preparava il farmaco per un ospedale qui in provincia. Insomma, con il consenso del medico di famiglia e del mio reumatologo mi sono rivolta a uno specialista che mi ha prescritto la ricetta. E ho smesso di soffrire: ho dimezzato i farmaci, dormo senza sonniferi, non ho dolori e la malattia è ferma. Il dramma è stato ad agosto, quando non si trovava nulla e le mamme di bimbi epilettici erano disperate; l’unico farmaco veramente efficiente per la malattia dei bambini era sparito». (s.c.)

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