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Imu sulle cave, 170mila euro al Comune

Imu sulle cave, 170mila euro al Comune

San Cesario. Arretrati dal 2014 al 2016. Esulta la Piccinini: «Non sono terreni agricoli, ma produttivi»

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SAN CESARIO. Il Comune di San Cesario recupererà da un cavatore di ghiaia oltre 170.000 euro di Imu non versata dal 2014 al 2016. A darne notizia è la consigliera di opposizione Sabina Piccinini, che commenta: “Giustizia fiscale è fatta”. La capogruppo di Nuovo San Cesario, in particolare, si rifà a una delibera di Giunta dello scorso agosto, che mette appunto nero su bianco questo recupero. «A San Cesario, finalmente – spiega quindi ancora la Piccinini - i terreni di cava non pagheranno più l’Imu come se fossero agricoli. Nel 2010, quando, primo fra tutti, il nostro gruppo consiliare propose in consiglio il pagamento dell’Imu sui terreni di cava, la protesta dei cavatori si scatenò a tal punto che alcuni di essi minacciarono di abbandonare il territorio. La legge però è uguale per tutti, tutte le imprese pagano l’Imu ed è proprio in nome dell’equità fiscale che abbiamo lavorato per questo importante risultato, presentando anche un esposto alla Corte dei Conti. Chi possiede un terreno edificabile deve pagare l’imposta anche se su quel terreno non viene edificato nulla; chi possiede un capannone vuoto deve pagare comunque l’imposta anche se la sua azienda è fallita. Ci pareva evidente che i terreni destinati all’estrazione di ghiaia perdessero la loro destinazione agricola per assumere quella produttiva. Eppure nessuno ci aveva mai pensato e lo dimostra il fatto che la maggior parte delle cave a San Cesario sono state autorizzate come fossero terreni agricoli. La variazione al catasto urbano – continua la Piccinini - è avvenuta solo ad attività estrattiva già in corso. Tutti i terreni di cava invece, siano essi in attività o meno, al pari dei terreni edificabili sono potenzialmente redditizi dal momento in cui rientrano nella pianificazione delle attività estrattive (Piae) che è parte integrante del Prg/Psc. In virtù della difficile situazione economica, la Giunta ha concesso ai cavatori la rateizzazione del pagamento fino al 2020, complessivamente dovrebbero iniziare ad entrare nelle casse comunali cifre tutt’altro che irrisorie.

Per il nostro Comune gli introiti dall’Imu sulle cave potrebbero divenire un’importante voce in entrata per evitare, ad esempio, l’ingiustizia dei tagli ai servizi, l’aumento dell’Irpef o delle rette: pagare tutti, per pagare tutti di meno. Le tasse – conclude la consigliera di opposizione - dovrebbero essere percepite come il principale strumento di abolizione dei privilegi, non come la vessazione continua, indecifrabile ed arbitraria, di uno Stato-orco che spreme alcuni, privilegiando altri, per poi spendere malamente i suoi tesoretti».

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