Modena, associazione vittime: «Strade, fermiamo questa carneficina»
«Da gennaio a settembre già 43 morti, una decina in più del 2016». Chiesto un incontro col Prefetto
MODENA. «Siamo ormai a fine settembre e mancano ancora tre mesi a capodanno ma il bilancio è più che negativo e non ci si può non interrogare su come questo sia possibile. Quest’anno abbiamo una decina di morti in più rispetto a quelli di tutto il 2016, quarantatré decessi sulla strada avvenuti in incidenti stradali, dove sono state stroncate le vite di sei pedoni, di due ciclisti, dio dieci che erano in sella a motociclette o scooter, di sei camionisti e di una ventina di automobilisti. È un bilancio particolarmente triste, per questo ho chiesto un incontro urgente con il prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba per chiedere cosa si intende fare».
Così Franco Piacentini, presidente della sezione modenese dell’Associazione familiari e vittime della strada, alla luce dei dati da lui stesso raccolti, scorrendo le pagine di sangue dei giornali, ripercorrendo le tragedie che troppo spesso hanno come teatro le strade del nostro territorio, città e provincia. Quarantatré morti sulle strade rispetto ai trentaquattro dell’anno prima.
«È sconfortante considerare che gli anni passano ma il problema rimane e anzi si ripropone in modo più grave e diffuso di prima. Ho chiesto un incontro al prefetto perché è proprio il prefetto che è in “regia” in questo campo: ora si sta dando la massima attenzione ai reati predatori, ai furti in casa, alla microcriminalità, reati contro il patrimonio. Ma un furto non porta alla morte. C’è molta meno attenzione per una serie di reati che continuano ad essere commessi e che, come abbiamo visto, portano a tragedie. E , come è stato ampiamente diffuso, non è solo la velocità che uccise. Certo, è una concausa o comunque può determinare l’esito di un incidente. C’è il problema del mancato rispetto di norme fondamentali come le cinture non allacciate, c’è il problema diffuso della distrazione mentre si guida che è causato dall’uso quasi patologico dei cellulari». «Tutto questo per dire che - spiega Piacentini - che calando l’attenzione sul problema sono venuti a mancare anche i tavoli istituzionali di confronto sulla sicurezza stradale. E anche per questo non ci sono campagne di controlli, lungo le nostre strade se ne vedono sempre meno, mi riferisco anche alle campagne specifiche di controlli, ai posti di blocco, agli incontri nelle scuole e quant’altro». Se poi ci si aggiunge che mandano i soldi per la manutenzione e per interventi spesso importanti, ecco che il quadro è davvero da “bollino rosso”.
Stefano Totaro
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
