«Pelloni vuole i mezzi? Deve venire in ginocchio»
Franceschini si scaglia contro il sindaco di Vignola per l’uscita dal Corpo dei vigili «Se esce va a finire nel fosso, è un folle». Il sindacato: «Siamo sotto organico»
3 MINUTI DI LETTURA
VIGNOLA . Sono ancora accesissimi gli animi a seguito della decisione di Vignola di uscire dal Corpo Unico di polizia municipale e si susseguono gli interventi e le prese di posizione.
Sulla vicenda è intervenuto nuovamente l’assessore alla polizia municipale dell’Unione, Fabio Franceschini, dicendo: «Se Vignola esce va a finire nel fosso, e nessuno degli altri comuni la aiuterà. Ma io mi chiedo – continua un Franceschini molto “riscaldato” – hanno fatto qualche sondaggio tra i vigili? A me risulta che presto ci saranno delle agitazioni. E chi sarà il comandante? Quanto tempo ci metterà a riorganizzare tutto? Quanti soldi butteranno? È una follia, una vera e propria follia! Poi, con quali mezzi andranno in giro i vigili di Vignola? Sono tutti dell’Unione, e se Pelloni vuole chiedere aiuto al Corpo Unico, dovrà venire a Castelvetro in ginocchio».
Franceschini ne ha poi anche per il sindaco di Savignano, Germano Caroli: «Già avevamo teso, come Unione, una mano a Savignano, che poi ci ha morsicato. Avevamo lavorato in silenzio per un anno al fine di arrivare al rientro di Savignano nel Corpo Unico, poi è saltato tutto». Ancora Franceschini aggiunge: «Vignola, prima del Corpo Unico, spendeva 1.062.000 euro all’anno per i vigili. Ora spende 806.000 euro. In questi anni, quindi, ha risparmiato ben più di 2 milioni di euro. E poi paga solo il 33% dell’intero servizio».
Dall’altra parte il sindaco di Vignola, Simone Pelloni, non vuole alimentare troppe polemiche e rileva soltanto: «Nessuno ha chiesto dei mezzi a Franceschini e comunque su eventuali spartizioni non deciderà lui ma gli uffici, sulla base delle convenzioni in essere. Sul comandante, invece, a Vignola siamo abituati a fare dei concorsi per sceglierlo. E comunque – conclude Pelloni – in questi giorni ho ricevuto la solidarietà di tanti cittadini, che mi dicono di andare avanti e di non lasciare il lavoro a metà come fece Smeraldi».
Un braccio teso al sindaco Pelloni arriva invece dall’ex assessore alla polizia municipale di Vignola, Francesco Rubbiani. «Io – dice Rubbiani – credo che chi paga il 33% di un servizio vada quanto meno ascoltato. Già la nostra amministrazione aveva chiesto più volte modifiche sotto l’aspetto organizzativo e gestionale, che mai sono state fatte. Credo che a questo punto Pelloni abbia tutte le ragioni per potere effettuare una simile operazione». Intanto si fa sentire anche il sindacato del Silpol, che in sostanza non prende posizione sulla “Vignol exit”.
«Il Silpol – si legge in una nota - intende precisare che non ha mai preso una posizione in merito, pertanto l’informazione diffusa che tutti i sindacati sono contrari all’uscita non corrisponde al vero. Riteniamo che non spetti alle organizzazioni sindacali giudicare scelte politiche, il nostro interesse riguarda esclusivamente la tutela dei lavoratori». Il Silpol, inoltre, rileva «la perenne carenza di organico, nonostante l’accordo stipulato tra l’Unione Terre di Castelli e la Regione Emilia Romagna prevedesse il raggiungimento di 66 operatori a fine 2014, che attualmente risultano essere a 52».
Proprio oggi, intanto, l’amministrazione vignolese ha in programma un incontro sindacale sulla vicenda della polizia municipale.
Marco Pederzoli
Sulla vicenda è intervenuto nuovamente l’assessore alla polizia municipale dell’Unione, Fabio Franceschini, dicendo: «Se Vignola esce va a finire nel fosso, e nessuno degli altri comuni la aiuterà. Ma io mi chiedo – continua un Franceschini molto “riscaldato” – hanno fatto qualche sondaggio tra i vigili? A me risulta che presto ci saranno delle agitazioni. E chi sarà il comandante? Quanto tempo ci metterà a riorganizzare tutto? Quanti soldi butteranno? È una follia, una vera e propria follia! Poi, con quali mezzi andranno in giro i vigili di Vignola? Sono tutti dell’Unione, e se Pelloni vuole chiedere aiuto al Corpo Unico, dovrà venire a Castelvetro in ginocchio».
Franceschini ne ha poi anche per il sindaco di Savignano, Germano Caroli: «Già avevamo teso, come Unione, una mano a Savignano, che poi ci ha morsicato. Avevamo lavorato in silenzio per un anno al fine di arrivare al rientro di Savignano nel Corpo Unico, poi è saltato tutto». Ancora Franceschini aggiunge: «Vignola, prima del Corpo Unico, spendeva 1.062.000 euro all’anno per i vigili. Ora spende 806.000 euro. In questi anni, quindi, ha risparmiato ben più di 2 milioni di euro. E poi paga solo il 33% dell’intero servizio».
Dall’altra parte il sindaco di Vignola, Simone Pelloni, non vuole alimentare troppe polemiche e rileva soltanto: «Nessuno ha chiesto dei mezzi a Franceschini e comunque su eventuali spartizioni non deciderà lui ma gli uffici, sulla base delle convenzioni in essere. Sul comandante, invece, a Vignola siamo abituati a fare dei concorsi per sceglierlo. E comunque – conclude Pelloni – in questi giorni ho ricevuto la solidarietà di tanti cittadini, che mi dicono di andare avanti e di non lasciare il lavoro a metà come fece Smeraldi».
Un braccio teso al sindaco Pelloni arriva invece dall’ex assessore alla polizia municipale di Vignola, Francesco Rubbiani. «Io – dice Rubbiani – credo che chi paga il 33% di un servizio vada quanto meno ascoltato. Già la nostra amministrazione aveva chiesto più volte modifiche sotto l’aspetto organizzativo e gestionale, che mai sono state fatte. Credo che a questo punto Pelloni abbia tutte le ragioni per potere effettuare una simile operazione». Intanto si fa sentire anche il sindacato del Silpol, che in sostanza non prende posizione sulla “Vignol exit”.
«Il Silpol – si legge in una nota - intende precisare che non ha mai preso una posizione in merito, pertanto l’informazione diffusa che tutti i sindacati sono contrari all’uscita non corrisponde al vero. Riteniamo che non spetti alle organizzazioni sindacali giudicare scelte politiche, il nostro interesse riguarda esclusivamente la tutela dei lavoratori». Il Silpol, inoltre, rileva «la perenne carenza di organico, nonostante l’accordo stipulato tra l’Unione Terre di Castelli e la Regione Emilia Romagna prevedesse il raggiungimento di 66 operatori a fine 2014, che attualmente risultano essere a 52».
Proprio oggi, intanto, l’amministrazione vignolese ha in programma un incontro sindacale sulla vicenda della polizia municipale.
Marco Pederzoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
