«Piazza Roma nel 2018 diventerà luogo di eventi»
Il direttore Francesconi archivia il Festival Filosofia sulle Arti e guarda al futuro «Questa edizione ha regalato soddisfazioni, preparo novità per il prossimo anno»
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«Iniziamo da oggi - spiega il direttore del Festival a occuparci della diciottesima edizione dedicata a Verità. Ora non sono più il nuovo direttore, ma si è chiuso il cerchio e sono il direttore a tutti gli effetti: ora tocca a me pensare alla continuità e alle trasformazioni necessarie al festival. Proseguirò nella crescita, grazie al supporto dell’ex direttrice Michelina Borsari e del resto del comitato scientifico. Quest’ultimo ci supportA molto, è ben amalgamato e per ora resterà così».
Ieri l’ufficio di Francesconi era nel classico caos post manifestazione: tanti alunni-volontari che riponevano gli ultimi scatoloni - 150 in totale i ragazzi che hanno dato una mano quest’anno - mentre il personale del Consorzio chiudeva le ultime pratiche della stagione.
Partiamo dai numeri: 170mila presenze.
«Siamo soddisfatti, visto il venerdì sera molto piovoso e il freddo sabato mattina. Soprattutto nelle tre sedi sono aumentati i visitatori delle mostre a Modena. Siamo passati dalle 29mila presenze nel 2016 alle 33mila di quest’anno. A Carpi l’aumento è stato ingente perché da 5500 si è passati a 7700 e anche Sassuolo ha triplicato le visite con 3500 che hanno visitato Nanni a Palazzo Ducale. Sono soddisfatto, pensando a Baumann scomparso da poco, che 1350 persone siano andate a vedere la mostra a lui dedicata in Comune. Segno che ha lasciato una traccia».
E il programma filosofico? «Ci rincuorano le 90mila presenze, le nuove proposte sono piaciute tanto, con piazze molto gremite. Questo è di buon auspicio nell’ottica del rinnovamento».
Lei ha già detto che occorre puntare su piazza Roma.
«Sì, ci teniamo molto perché già quest’anno avevano l’idea di utilizzarla per il programma creativo. Fermo restando che il cuore del festival restano piazza Grande e XX Settembre - il salotto del festival - Piazza Roma viste le dimensioni ha la vocazione per spettacoli. Stiamo progettando, ma lì non proporremo lezioni».
L’anno prossimo vedremo di più la sua mano?
«Direi di sì, anche se già quest’anno ho potuto lavorarci per molti mesi e del resto ero già qui anche in precedenza». Quest’anno al festival, a causa dei recenti fatti, è risultato inevitabilemtne centrale il tema della sicurezza: platee transennate nelle piazze, panettoni a protezione dei pedoni in centro.
«Sì e trovo che la gente abbia dato una risposta positiva, ha capito immediatamente le esigenze della sicurezza e ha cooperato. Pochissime lamentele, qualche fila a causa di controlli, comunque veloci, agli ingressi sempre presidiati. La contromarca serve per contare i quanti posti a sedere restavano, era il metodo più immediato che potevamo attuare”.
E ora tocca al tema del prossimo anno: Verità.
“C’è stata molta convergenza nei giorni scorsi quando abbiamo deciso e ricordo anche che la parola era stata discussa nel corso delle riunioni delle prime edizioni del festival. Ma 15 anni fa il tema era troppo legato a filosofia e logica, troppo tecnica per la nostra manifestazione. Oggi la verità e la declineremo da vari punto di vista perché è un termine continuamente in trasformazione: pensiamo ad esempio al vero che diventa falso o l’inverso, oppure a fake news e post verità. Non solo questo ovviamente, gli incroci saranno moltissimi».
Stefano Luppi
Ieri l’ufficio di Francesconi era nel classico caos post manifestazione: tanti alunni-volontari che riponevano gli ultimi scatoloni - 150 in totale i ragazzi che hanno dato una mano quest’anno - mentre il personale del Consorzio chiudeva le ultime pratiche della stagione.
Partiamo dai numeri: 170mila presenze.
«Siamo soddisfatti, visto il venerdì sera molto piovoso e il freddo sabato mattina. Soprattutto nelle tre sedi sono aumentati i visitatori delle mostre a Modena. Siamo passati dalle 29mila presenze nel 2016 alle 33mila di quest’anno. A Carpi l’aumento è stato ingente perché da 5500 si è passati a 7700 e anche Sassuolo ha triplicato le visite con 3500 che hanno visitato Nanni a Palazzo Ducale. Sono soddisfatto, pensando a Baumann scomparso da poco, che 1350 persone siano andate a vedere la mostra a lui dedicata in Comune. Segno che ha lasciato una traccia».
E il programma filosofico? «Ci rincuorano le 90mila presenze, le nuove proposte sono piaciute tanto, con piazze molto gremite. Questo è di buon auspicio nell’ottica del rinnovamento».
Lei ha già detto che occorre puntare su piazza Roma.
«Sì, ci teniamo molto perché già quest’anno avevano l’idea di utilizzarla per il programma creativo. Fermo restando che il cuore del festival restano piazza Grande e XX Settembre - il salotto del festival - Piazza Roma viste le dimensioni ha la vocazione per spettacoli. Stiamo progettando, ma lì non proporremo lezioni».
L’anno prossimo vedremo di più la sua mano?
«Direi di sì, anche se già quest’anno ho potuto lavorarci per molti mesi e del resto ero già qui anche in precedenza». Quest’anno al festival, a causa dei recenti fatti, è risultato inevitabilemtne centrale il tema della sicurezza: platee transennate nelle piazze, panettoni a protezione dei pedoni in centro.
«Sì e trovo che la gente abbia dato una risposta positiva, ha capito immediatamente le esigenze della sicurezza e ha cooperato. Pochissime lamentele, qualche fila a causa di controlli, comunque veloci, agli ingressi sempre presidiati. La contromarca serve per contare i quanti posti a sedere restavano, era il metodo più immediato che potevamo attuare”.
E ora tocca al tema del prossimo anno: Verità.
“C’è stata molta convergenza nei giorni scorsi quando abbiamo deciso e ricordo anche che la parola era stata discussa nel corso delle riunioni delle prime edizioni del festival. Ma 15 anni fa il tema era troppo legato a filosofia e logica, troppo tecnica per la nostra manifestazione. Oggi la verità e la declineremo da vari punto di vista perché è un termine continuamente in trasformazione: pensiamo ad esempio al vero che diventa falso o l’inverso, oppure a fake news e post verità. Non solo questo ovviamente, gli incroci saranno moltissimi».
Stefano Luppi
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