Redeghieri: «Dentro le mie canzoni una tensione poetica tessuta nella musica»
Mara Redeghieri, dopo gli Ustmamò, debutta come solista al Poesia Festival di Modena. Sarà venerdì 22 nel cortile della Biblioteca di Castelvetro con “Recidiva”
Mara Redeghieri, con la sua inconfondibile voce, torna dopo anni di lontananza dai palcoscenici al termine della sua collaborazione con gli Ustmamò, per presentare il suo primo album da solista. La cantautrice sarà ospite del Poesia Festival in concerto presso il cortile della Biblioteca di Castelvetro (in caso di pioggia al centro culturale di Marano), venerdì 22 dalle 21, per presentare il suo nuovo lavoro, “Recidiva”, un album “inattuale”, su una base prevalentemente elettronica, con alcune concessioni al pop propriamente detto, e una voce personale, sia nel timbro che nel modo di porgere le parole. Prodotto da Stefano Melone (collaboratore di Fiorella Mannoia e Ivano Fossati), contiene undici brani co-firmati dalla Redegheri con i membri del suo gruppo, Mauro Basilio, Nicola Bonacini, Lorenzo Valdesalici, distribuito dall'etichetta Lullabit. A precedere, dalle 18.30 (enoteca Bincer Pin di Castelvetro), la cantante dialogherà con Andrea Tinti sul tema “Canzone, poesia e musica”.
Mara, per questo album lei si è immersa anche nella tradizione della sua terra, l'Appennino reggiano?
«Una delle prime canzoni composta assieme a Stefano Melone si chiama “Madre Dea” e fa parte di un documentario sui canti popolari dell'Appennino, costruito assieme ad un'agenzia che si chiama Etnas che parla dell'Appennino reggiano. Però non è un album di musica popolare ma pop».
Quanto tempo ci avete lavorato?
«“Recidiva” è un lavoro che è durato sette anni ed è nato per merito del produttore che si chiama Stefano Melone, e l'album è stato composto in molto tempo, anche perché ricostruire una squadra è stato molto impegnativo e difficoltoso. Il disco è uscito in maggio ma in verità lo stiamo presentando adesso, reduci da una piccola presentazione estiva in alcune città del nord Italia».
Mara, da cantante e musicista qual è il suo rapporto con la poesia?
«Il testo poetico ha caratteristiche che si avvicinano moltissimo alla musica, è una specie di spremitura di idee per cui mi serve come caposaldo per costruire il mio immaginifico. Da cantautrice, già quando scrivevo con gli Ustmamò, ho cercato di capire quali sono le parole che vorrei cantare. Questa è una cosa molto importante per me, perché una canzone mi definisce anche in maniera poetica. In tutti i testi che io costruisco c'è della poesia, sono canzoni perché vengono tessute sulla musica, e questo le fa diventare come una specie di libretto, ma io li considero testi poetici. Dentro a “Recidiva” ce ne sono due, due testi parlati: “Nella casa” e l'altro “Recidiva”. Quest'ultimo è la presentazione intima di questo album ed è una specie di manifesto che spiega perché ho voluto così fortemente, dopo quindici anni di lontananza dal palcoscenico, cercare di avvicinarmi di nuovo a questa modalità creativa di espressione. Per cui io considero la poesia una delle mie priorità, ne leggo veramente tanta, ci sono soprattutto poetesse a cui sono molto affezionata, e loro sono una fonte di ispirazione continua per me».
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