Ingegneria Modena, aule piene, studenti seduti per terra
Facoltà travolta dal boom di iscrizioni. I professori sono costretti ai doppi turni e gli spazi sono già insufficienti
MODENA. All’università di Ingegneria sono ricominciate le lezioni, ma i ragazzi nelle aule o stanno in piedi o finiscono seduti per terra. «Fino a due settimane fa la situazione era sotto controllo – ha asserito il professore Francesco Pellicano - poi c’è stato un boom di iscrizioni».
Con l’avvio del nuovo corso triennale di Ingegneria del veicolo, la facoltà si aspettava un incremento del numero degli studenti, ma in una percentuale più contenuta: «In Ingegneria del veicolo avevamo 270 preimmatricolazioni: una situazione impegnativa, ma ancora gestibile. In due settimane sono passate a 290. Numeri simili li aspettavamo per Ingegneria meccanica, ma anche in quel caso c’è stato un aumento repentino ed ora sono in ballo 280 preimmatricolazioni».
L’aumento repentino di iscritti ai corsi è un segno dell’appetibilità dell’Università di Modena, ma ha comportato diversi problemi sul fronte della gestione di un numero così elevato di studenti. Considerando che in media la differenza tra il numero di preimmatricolati e di immatricolati è del 10% i professori di entrambi i corsi si troveranno a insegnare ad una platea di più di 250 studenti, quando 250 è la capienza massima dell’aula più grande della sede. Il tempo per trovare una soluzione è stato poco.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15880218:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/09/20/fotogalleria/modena-a-ingegneria-gli-studenti-a-lezione-per-terra-1.15880218]]
Per ora, le misure “d’emergenza” adottate sono state due. Gli studenti di Ingegneria del veicolo sono stati dirottati nella struttura del Tecnopolo. Quest’ultimo ha un’aula di solito adibita esclusivamente a conferenze e ad eventi, ma che, vista la situazione, è stata usata come spazio didattico. Certo, alcune cose sono ancora da sistemare: non è presente una lavagna e per le prime due lezioni il professore ha dovuto utilizzare un vecchio proiettore e lucidi trasparenti su cui trascrivere le formule.
Altro problema: la sala può contenere 270 persone, ma ieri il numero di ragazzi presenti non sembrava discostarsi di molto dal numero dei preimmatricolati, ovvero 290. Per evitare ad alcuni studenti di sedere sui gradoni, sono state utilizzate le sedie della grande cattedra adibita alle conferenze; tuttavia, almeno una dozzina di persone è rimasta a terra.
«Nei prossimi giorni - ha affermato Pellicano - forniremo le sedie che mancano e daremo ai professori un tablet che possa collegarsi allo schermo, in modo da migliorare la didattica». Per gli studenti di Ingegneria meccanica la soluzione adottata è quella di dividere gli studenti in due gruppi e farli assistere alla stessa lezione ad orari diversi. Alle lezioni di altri corsi del dipartimento non si sta meno stretti. Per seguire la lezione di Ingegneria informatica delle 10, molti ragazzi hanno iniziato ad attendere in corridoio già dalle 9:30, in parte per una questione di trasporti pubblici, in parte per poter partire in vantaggio nella gara ai posti a sedere.
«Le lezioni sono iniziate da ieri – ha commentato Luca Parigi, studente del primo anno - ed abbiamo notato che c’è un sovraffollamento delle aule. Ieri in particolare c’erano 50 persone in piedi e vedo che anche oggi molti studenti sono arrivati in anticipo per cercare il posto. Vedremo nei prossimi giorni cosa verrà fatto per risolvere il problema». «Ho scelto l’Università di Modena – ha spiegato Luca - perché Ingegneria è valutata molto bene sia in ambito nazionale che nel nord Italia e poi perché, venendo da Mantova, ho la possibilità di raggiungerla facilmente in treno».
Per chi non può permettersi di raggiungere la facoltà con i mezzi, la questione del sovrannumero di studenti apre una finestra sul problema degli alloggi. Nella sala del Tecnopolo, almeno il 90% dei presenti ha alzato la mano quando il professore Francesco Battaglia ha chiesto in quanti venissero da fuori provincia. Di quelle mani, circa un 40% ha segnalato di venire da fuori Emilia Romagna.
Al di là dei problemi che derivano dal sovrannumero, in ateneo c’è entusiasmo: «Il fatto che il numero degli studenti superi le attese è ottimo – ha commentato Battaglia – Vuol dire che questo corso è molto atteso e gradito. Questa sala del Tecnopolo anche se non è approntata per la didattica va benissimo. Il vero problema sarà avere le dieci sedie in più per gli studenti costretti altrimenti a stare in piedi».
Eleonora Degoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
