Consip: giallo sui verbali
Giudice Csm che ascoltò la Musti: «Chi li ha dati ai giornali?»
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Chi ha fatto circolare tra alcuni selezionati quotidiani nazionali i verbali dell’audizione del procuratore capo di Modena Lucia Musti? Questa domanda è emersa ieri per voce di uno dei magistrati che l’ha ascoltata alla Prima Commissione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura e che per più di due mesi - dal 17 luglio a questi giorni - non ha detto nulla, come i suoi colleghi. Oggi questo magistrato, Antonello Ardituro, chiede di far luce su chi aveva la possibilità di accedere a quei verbali e li ha fatti rendere pubblici. Perché si tratta di una grave violazione del segreto istruttorio. L’intervento del giudice Ardituro costituisce sicuramente un passo avanti per capire cosa sta succedendo intorno alla audizione del procuratore Lucia Musti, l’unica finora “diffusa” e oltretutto estranea al caso Consip: la Musti era stata infatti chiamata a riferire del caso Cpl Ischia ereditato dal pool di Napoli della pm Woodcock, non su Consip. «Tra le tante anomalie, quella che mi ha più colpito è proprio la pubblicazione del verbale di Lucia Musti. Un verbale che è finito sulla stampa e che costituisce l’ennesima fuga di notizie che questa volta, però, coinvolge l’attività del Csm - ha detto Ardituro a “Radio anch’io” - è un verbale che è stato trasmesso alla Procura di Roma perché evidentemente il Consiglio ha ritenuto che avesse un rilievo per l’indagine in corso. Il verbale aveva un carattere di segretezza e di riservatezza che andava rispettato». Chi aveva dunque interesse a far conoscere ciò che la Musti aveva detto il 17 luglio sotto segreto e che poi è stato utilizzato in campo politico fino ad adombrare timori di un golpe? Intanto è intervenuto il capitano dei carabinieri Giampaolo Scafarto, l’ufficiale che ha indagato sia su Cpl Ischia che su Consip, colui che secondo la Musti era parso “esagitato” e avventato in certe sue dichiarazioni allusive su una notizia “bomba” che poteva scoppiare intorno a Renzi. «Creare prove fatte contro un indagato è un gesto scellerato. Io in 23 anni di servizio non ho mai falsificato alcuna prova. Nell'informativa ci sono degli errori? Sicuramente, ma si tratta di errori», ha detto Scafarto a “Bersaglio Mobile” di Mentana. La frase su Renzi? «Non ne ho ricordo proprio». Riguardo al procuratore Musti, che davanti al Csm avrebbe parlato di Scafarto e del colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, come di due «esagitati», il maggiore ha spiegato che con quel magistrato «c'era un rapporto di confronto per un'attività investigativa differente, riguardo a Cpl Concordia, quindi non ricordo quante volte l'ho incontrata. Noi esaltati? Aspettiamo di leggere quello che la dottoressa Musti ha dichiarato». (c.g.)
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