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Morane-Vaciglio: ora a Modena si scende in strada

di Luca Gardinale
Morane-Vaciglio: ora a Modena si scende in strada

Domani biciclettata di #MoBastaCemento. Il M5S sta con chi protesta, Mdp temporeggia, il Pd lavora per ridurre il numero

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MODENA. Quando tutto è partito - o meglio, ri-partito, perché non bisogna dimenticare che si tratta di un progetto già approvato diversi anni fa e rivisto dall’attuale amministrazione - nessuno si aspettava di arrivare a questo punto, con una biciclettata di massa e soprattutto con mezza città contro.

Perché la chiamata alle armi del comitato, che domani sera aspetterà a Vaciglio i cittadini contrari al progetto (l’appuntamento è in strada Vaciglio sud 1123 alle 20.30) rischia di trovarsi davanti una risposta molto importante, viste le 4300 firme raccolte tra la petizione online e quella cartacea. E’ arrivata ad uno snodo importante la questione delle 550 nuove case previste tra via Morane e la tangenziale: dopo gli interventi sui giornali e il tam-tam su Facebook, il movimento di protesta è pronto a uscire all’aperto, con una manifestazione alla quale il Comune guarda con una certa preoccupazione, anche perché l’unico evento pubblico andato in scena finora (l’assemblea del 24 luglio in via Viterbo) si è trasformato in pochi minuti in una messa sotto accusa della giunta, attaccata a suon di “ci avevate promesso il consumo zero di territorio e adesso ci costruite 28 palazzine di fronte a casa”.

Di certo, alla biciclettata di domani ci sarà il Movimento 5 Stelle, che ha da poco depositato una mozione in Consiglio comunale «per indirizzare l’amministrazione verso l’annullamento del progetto - spiega il gruppo M5S - e dunque a favore del mantenimento di un’importante area di suolo vergine, così come promesso dagli indirizzi di governo del sindaco Muzzarelli. Per noi, la via maestra per affrontare la richiesta di abitazioni è la riqualificazione del già esistente, come peraltro era stato promesso dall’assessore Vandelli».

E a pedalare, domani sera, sarà anche la Lega per la difesa ecologica: «Condividiamo la richiesta di giungere in modo deciso all’arresto del consumo di suolo agricolo - spiega il presidente Paolo Dieghi - come azione necessaria per la riduzione dell’inquinamento e del dissesto geologico. Continuare a edificare su terreni agricoli, specialmente come quelli dell’area F in questione che hanno oltretutto caratteristiche inadatte per la presenza di paduli, è un cattivo investimento di risorse, anche considerando che esistono molte aree da recuperare all’interno della città. Costruire ex novo è meno costoso - conclude la Lega - ma è solo un rimandare nel tempo la spesa per il recupero delle varie aree che per il rispetto della politica del “consumo zero del territorio” dovrebbero essere destinate al verde».

Nel frattempo, come spiegato due settimane fa dal segretario Bortolamasi in un’intervista alla Gazzetta, anche il Pd si sta muovendo sulla questione Vaciglio: in particolare, il gruppo dem sta cercando di sensibilizzare la giunta, cercando un punto di incontro con le istanze dei residenti, a partire da una riduzione del numero degli alloggi. Per quanto riguarda gli alleati di Mdp, invece, il capogruppo Paolo Trande fa sapere che «per noi della sinistra di governo, la sostenibilità è ambientale, sociale, economica e democratica. Siamo abituati a ragionare tenendo assieme tutti e quattro gli assi e facendo sempre valutazioni costi-benefici: diremo la nostra dopo aver concluso il percorso di ascolto in atto». Tornando ai Cinque stelle, a occuparsi del caso sarà anche la Regione, con la giunta che dovrà rispondere all’interrogazione presentata dalla consigliera Giulia Gibertoni, per la quale «il nuovo comparto distruggerà un intero corridoio verde, che dal parco della Resistenza si collega all’aperta campagna».
 

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