Gazzetta di Modena

Modena

Musti a ruota libera su Scafarto e Ultimo Ecco il verbale choc

Musti a ruota libera su Scafarto e Ultimo Ecco il verbale choc

Il magistrato ha parlato di sue dichiarazioni travisate ma il resoconto dell’audizione al Csm le conferma

4 MINUTI DI LETTURA





Tre ore di audizione, dalle 15.30 alle 18.11 del 17 luglio davanti alla prima commissione del Csm, 54 pagine di verbale nelle quali compaiono le distinte frasi che il Procuratore di Modena Lucia

Musti attribuisce al colonnello Sergio De Caprio (il capitano Ultimo) e al maggiore Gianpaolo Scafarto e alcune sue considerazioni sull'operato dei carabinieri. Ieri il magistrato aveva lamentato che le venivano attribuite «alcune affermazioni, anche virgolettate, che io non ho fatto ovvero che, per come riportate, non rendono in modo fedele quanto da me riferito al Csm». Ma cosa ha detto effettivamente il Procuratore? Le sue frasi sono riportate testualmente nel verbale dell'audizione. Parlando di una riunione svoltasi a Roma in una caserma dei carabinieri, «là - dice il Procuratore Musti - mi sembravano veramente molto spregiudicati questi Carabinieri, con un delirio di onnipotenza, soprattutto il Colonnello e il Capitano, perché poi c'era questo maggiore De Rosa che è quello che ha firmato l'informativa in questione, che mi sembrava più equilibrato, ma gli altri due erano veramente matti. Scusi matti no, erano esagitati, non mi piaceva neanche il rapporto con l'autorità giudiziaria che avevano, perché a me avevano detto: 'Dottoressa, lei se vuole ha una bomba in mano, lei se vuole può fare esplodere la bomba». Chi glielo disse questo?, chiede il consigliere Morosini. Risponde il Procuratore: «Il colonnello De Caprio, mi disse: 'Lei ha una bomba in mano, se vuole la può fare esploderè». Ma con riferimento a cosa?, viene chiesto al magistrato. «Ma cosa ne so Consigliere? Cioè io non lo so perché erano degli esagitati. Io dovevo lavorare solo sulla Cpl Concordia punto, su quest'episodio di corruzione. Io dissi: 'Prima ci liberiamo di questo fascicolo e meglio è'... Nel frattempo secondo me il Colonnello pensava che io chissà cosa avessi potuto fare, forse il suo burattino nelle mani, io non lo so che cosa avesse nella mente il Colonnello». La vicenda Consip non entra nelle conversazioni tra il Procuratore e il colonnello De Caprio, mentre, invece, di quell'inchiesta parla al magistrato il capitano (ora maggiore) Scafarto. «Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi», dice Musti riferendo la frase a lei detta da Scafarto. Il Presidente della Commissione chiede: «Gli ha detto anche arriviamo a Renzi?». Risponde

Musti: «Sì, perciò che io ho detto: 'Mamma mia, io di questo non voglio sapere niente’. Ovviamente lo dissi ai miei colleghi sostituti e dissi: 'Ragazzi, qua abbiamo fatto bene a liberarcene subito, perché questi sono dei matti’».

E ancora in un altro passaggio, Musti disse: Il maggiore Giampaolo Scafarto «era un prezzemolo, c'era sempre, era sempre in mezzo».

Musti solleva in più punti dell'audizione diverse critiche al modo in cui è stata realizzata dai carabinieri del Noe. Un documento che definisce «terribile»: l'informativa «è fatta per tomi - dice - in questi tomi ci si butta qualunque cosa, veramente si ci mette qualunque cosa, che poi si manda in tutta Italia». E questo, spiega più avanti «è sinceramente come non si fa un'informativa finale, sottolineando però che «un pò la colpa è anche nostra perché siamo noi che dobbiamo dire che le informative non si danno così». «In questa informativa troviamo tutto e di più - prosegue Musti - è un'informativa fatta male, fatta con i piedi. È un'informativa discorsiva, dove sembrano chiacchiere da bar a volte. Io non conoscevo questi carabinieri, ero abbastanza sorpresa da questo modo di fare le indagini, di approcciare le persone, i reati. Se fatta bene un'informativa finale può essere un utile strumento di lavoro. Ma se è fatta così, raffazzonata, dove ci si abbandona anche a delle osservazioni, non lo so, lo ripeto, ho grande stima dell'arma dei Carabinieri, ma questa informativa non mi è piaciuta«. Quando l'allora capitano Scafarto le consegno i due dvd contenenti gli atti di Napoli (che non erano sigillati), sostiene Musti, non le disse nulla che all'interno dell'informativa c'era la telefonata tra il premier e il generale della Gdf. E quando a luglio la vicenda finì sui giornali, lei rimase completamente sorpresa. «Io e i due colleghi (coassegnatari del fascicolo su Cpl, ndr) siamo rimasti molto colpiti. È scoppiata quella che per me è stata una bomba sinceramente...siamo rimasti veramente colpiti da questa baraonda che ci ha travolto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google