Una fase di sollievo per l’edilizia
Unioncamere per il secondo trimestre attesta una lieve ripresa in regione
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Sta riprendendo fiato il settore delle costruzioni in Emilia-Romagna, settore che più degli altri ha risentito dei contraccolpi della crisi.
Lo attesta l'indagine a tema in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. Dagli ultimi 12 mesi emerge infatti «una inversione di tendenza in positivo». Nel secondo trimestre dell’anno in corso, infatti, il volume d'affari a prezzi correnti è aumentato dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si conferma la correlazione positiva tra dimensione d'impresa e andamento del volume d'affari che risulta pari a -0,3% per le piccole imprese, a +0,9% per le medie e decisamente positivo per le grandi dove raggiunge il +3 per cento.
Gli effetti della crisi passata continuano comunque a farsi sentire sulla base imprenditoriale. A fine giugno le imprese attive nelle costruzioni erano 66.425, quindi 1.163 in meno (-1,7%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La riduzione è più rapida tra le imprese che sono attive nella costruzione di edifici (-543 unità, -3,2%), ma più ampia per quelle attive nei lavori di costruzione specializzati (-588 unità, -1,2%). La diminuzione è determinata soprattutto dalle ditte individuali (979 unità, -2,1%) ma la tendenza negativa è più forte per le società di persone (-4,9%, -364 unità).
Queste risentono negativamente della attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina l'aumento delle società di capitali (+1,7%).
Lo attesta l'indagine a tema in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. Dagli ultimi 12 mesi emerge infatti «una inversione di tendenza in positivo». Nel secondo trimestre dell’anno in corso, infatti, il volume d'affari a prezzi correnti è aumentato dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si conferma la correlazione positiva tra dimensione d'impresa e andamento del volume d'affari che risulta pari a -0,3% per le piccole imprese, a +0,9% per le medie e decisamente positivo per le grandi dove raggiunge il +3 per cento.
Gli effetti della crisi passata continuano comunque a farsi sentire sulla base imprenditoriale. A fine giugno le imprese attive nelle costruzioni erano 66.425, quindi 1.163 in meno (-1,7%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La riduzione è più rapida tra le imprese che sono attive nella costruzione di edifici (-543 unità, -3,2%), ma più ampia per quelle attive nei lavori di costruzione specializzati (-588 unità, -1,2%). La diminuzione è determinata soprattutto dalle ditte individuali (979 unità, -2,1%) ma la tendenza negativa è più forte per le società di persone (-4,9%, -364 unità).
Queste risentono negativamente della attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina l'aumento delle società di capitali (+1,7%).
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