Gazzetta di Modena

Modena

Fanfani: «I verbali Musti? Nessuna notizia di reato»

Fanfani: «I verbali Musti? Nessuna notizia di reato»

Secondo il membro del Csm le dichiarazioni del procuratore non erano così gravi e quindi non furono rese note alla Procura ma solo a chi indaga Scafarto e Ultimo

2 MINUTI DI LETTURA





Dai timori di un “golpe” a notizie senza reati: in pochi giorni è mutata radicalmente la valutazione delle frasi dette dal procuratore capo di Modena Lucia Musti ai giudici della Prima Commissione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Al punto che lo stesso magistrato che presiedeva all’audizione ora sostiene che il verbale non fu inviato alla Procura di Roma proprio perché non conteneva nulla di penalmente scottante. Non c'era infatti nessun obbligo per la Prima commissione del Csm di trasmettere il verbale Musti alla Procura di Roma. «E non c'era perché non c'erano notizie di reato, ma abbiamo ritenuto utile far conoscere quelle carte ai pubblici ministeri che indagano sull'ipotesi di scorrettezze da parte degli ufficiali delle forze dell'ordine che si sono occupati di Consip».

Lo ha detto il presidente della Prima commissione, Giuseppe Fanfani, intervenendo al plenum di Palazzo dei Marescialli dove ha preso la parola per spiegare la decisione presa dalla Prima commissione, all'unanimità, di desecretare il faldone Consip e di trasmettere, la scorsa settimana, il verbale.

«Abbiamo poi ritenuto opportuno desecretare circa trenta pratiche - ha detto Fanfani difendendo la scelta fatta che ha ricevuto critiche da alcuni - per l'ampia conoscenza che c'era già stata da parte della stampa e con il sereno convincimento del fatto che questo non incidesse sul dovere di riservatezza dei consiglieri che, sono certo, è stato rispettato da tutti».

Una conseguenza del clamore suscitato inizialmente dai verbali della Musti - gli unici fatti avere a tre quotidiani - viene sottolineata criticamente dal consigliere Piergiorgio Morosini nel suo intervento al plenum di Palazzo dei Marescialli di ieri: «Cerchiamo di non fornire ausilio a chi vuole ostacolare l'attività della magistratura. Non si parla più dell'inchiesta Consip che è tuttora in corso e che si occupa del saccheggio di beni dei cittadini»: è questo uno degli effetti della pubblicazione del verbale Musti dopo la desecretazione del faldone su Consip deciso dalla Prima Commissione del Csm».

Nella seduta id ieri si sono succeduti interventi “fuori programma” sulla pubblicazione del verbale Musti e la pratica Consip sottolineando che la scelta della desecretazione impone una riflessione «sulla direzione nella quale stiamo andando» che «favorisce testate che vengono avvantaggiate dalla conoscenza degli atti» e questo fatto ha un «carattere destabilizzante». (c.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google