Gazzetta di Modena

Modena

presentato a levizzano 

Il libro che rende omaggio al Lambrusco

di Fabrizio Tosi
Il libro che rende omaggio al Lambrusco

CASTELVETRO. Raccontare la qualità e la territorialità di un vino non è una cosa semplice, soprattutto in ambito di mercato, ma con il tempo, la pazienza e la volontà il riscatto ed il successo...

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELVETRO. Raccontare la qualità e la territorialità di un vino non è una cosa semplice, soprattutto in ambito di mercato, ma con il tempo, la pazienza e la volontà il riscatto ed il successo potranno presto raggiungere anche le piccole realtà produttrici di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc. Un successo registrato in patria che presto arriverà anche “in trasferta”, grazie alla presentazione, avvenuta poche sere fa nel castello di Levizzano, del libro "Tutti lo chiamano Lambrusco". Autori di questo racconto, dove i cantinieri del territorio interpretano la parte dei protagonisti, i due "lambruscologhi" modenesi Antonio Previdi e Filippo Marchi, con la collaborazione del giornalista americano Burton Anderson e il direttore della nota rivista di vino italiano Merum, Andreas Marz. «Con questo libro abbiamo un obiettivo ben preciso - apre Previdi - togliere tutti i pregiudizi negativi che per anni hanno segnato il nome del Lambrusco nei mercati internazionali. Un obiettivo difficile, almeno in partenza, ma non impossibile da raggiungere, soprattutto se vengono coinvolte le realtà che, ogni giorno, mettono tutto il loro impegno nella realizzazione di un prodotto di qualità, capace di mettere d’accordo tutti e di regalare al palato una freschezza ed un’effervescenza che soltanto una bollicina rossa, come la nostra ti può dare».

Un’apertura nel segno della territorialità, soprattutto quella collinare, dove Castelvetro, in questi giorni, sia con la sua Doc Lambrusco Grasparossa che con il 50º anniversario de “la Sagra dell’Uva” sta coinvolgendo parecchi addetti, provenienti da diverse parti d'Europa. «Sono arrivato in Italia alla fine degli anni 70 - racconta Anderson - negli Usa descrivevano il Lambrusco come un vino coca-cola. Qualche anno dopo, ho iniziato a conoscere la provincia di Modena e, assaggiando alcuni vini di piccole-medie realtà, sono rimasto stupito dalla qualità di questo vino , unico per freschezza e effervescenza. Avere una produzione limitata è un gran vantaggio: il prodotto viene seguito in tutta la sua realizzazione dalla vendemmia all’imbottigliamento. Questo vantaggio non va soltanto mantenuto, ma anche potenziato, solo così le piccole aziende potranno avere futuro nel mondo nel mercato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google