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Modena: tubi rotti, guasti continui. Hera: «È solo un caso»

Modena: tubi rotti, guasti continui. Hera: «È solo un caso»

I tecnici: «I terreni hanno variazioni in base alle infiltrazioni ma non c’è legame A Modena in tutto 28 rotture per 100 chilometri contro una media di 50» 

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Il primo episodio del passato recente risale al 31 agosto, in via de’ Taraschi, a ridosso della sede della Croce Blu su via Giardini. Stupore, e disagi, ha provocato l’allagamento della tangenziale domenica 10 settembre, quando ad allagarsi è stata la sede stradale tra l’uscita 6 e l’uscita 7 della tangenziale, all’altezza di viale Gramsci e via del Mercato, con annessa area verde finita sott’acqua.

Se vogliamo proprio dirla tutta anche una tubazione rotta al Polo Leonardo proprio in occasione del primo giorno di scuola, il 15 settembre. Sono questi i casi più eclatanti in città prima della rottura di due sere fa alla Madonnina, dove la rottura di un tubo in via Barchetta ha lasciato senz’acqua non solo il quartiere ma anche le Quattroville, fino a Ganaceto. Un po’ troppi casi, un po’ troppo frequenti, un po’ troppo... preoccupanti. Per Hera, comunque, fanno sapere che è solo una coincidenza.

«In queste settimane, a Modena, abbiamo registrato una insolita concentrazione di guasti sulla rete idrica – ha commentato Emidio Castelli, responsabile acquedotto del Gruppo Hera – ma come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni, uno dei principali fattori che influenzano la probabilità di rottura di tali infrastrutture è legato alle caratteristiche del terreno delle condotte e correlata in particolare alla siccità del terreno».

La spiegazione dei tanti casi ravvicinati non è da ricercare in un motivo particolare: «I terreni subiscono infatti variazioni di volume a seconda delle loro caratteristiche e del loro contenuto di acqua e tale dinamicità conseguente alla stagionalità può provocare cedimenti nel letto di posa della tubazione e sollecitazioni alla stessa e in particolare nei giunti. Temperatura in profondità e l’indice di siccità del terreno, peraltro, si modificano in ritardo rispetto alle condizioni esterne, mediamente con uno sfasamento che varia dai 15 fino ai 50 giorni. Per tale motivo le rotture “estive”, quelle influenzate dalle condizioni di siccità, non decrescono improvvisamente al calare delle temperature o al manifestarsi delle prime piogge, ma si protraggono mediamente di un mese rispetto al periodo caratterizzato da alte temperature e scarsità di precipitazioni».

Hera va sulla difensiva quando gli si fa notare che comunque la coincidenza di così tanti episodi ravvicinati crea preoccupazione rispetto allo stato di salute della rete idrica: «Nonostante gli episodi di quest’ultimo periodo, dobbiamo comunque ricordare che quella modenese rimane una rete idrica caratterizzata da indici di rotture significativamente bassi, parliamo di 28 rotture per 100 chilometri di rete gestita, contro una media di 50, e da investimenti costanti, pari a circa 4 milioni di euro negli ultimi 4 anni».

Non la pensano così i grillini, che anche in occasione delle ultime rotture erano usciti allo scoperto con alcuni numeri critici: «Nel 2016 abbiamo presentato un’interrogazione sulla perdita d’acqua in via Wiligelmo e e una mozione per chiedere un programma di sostituzione delle tubature in cemento amianto dell’acquedotto pubblico: a Modena 345 chilometri su 726 sono in cemento amianto e in calendario non ci sono programmi di sostituzione massiva. L’amministrazione non ha come priorità o programma il rifacimento delle reti dell'acquedotto e l'ennesimo guasto alla rete idrica cittadina, come quello di stamane in zona Torrazzi, e come quello di fine agosto nel quartiere San Faustino, ne è la dimostrazione. A Modena quasi il 50% di tubature è in cemento amianto, un rete vetusta di oltre 40 anni e in attesa di essere sostituita».

Davide Berti

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