lo stato di agitazione
Pace vicina tra vigili e Comune dopo l’addio di Stefano Faso
Potrebbe rientrare definitivamente già oggi lo stato di agitazione indetto alcuni giorni fa dal sindacato italiano lavoratori polizia locale, legato ad alcune rimostranze sostenute da una parte degli...
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Potrebbe rientrare definitivamente già oggi lo stato di agitazione indetto alcuni giorni fa dal sindacato italiano lavoratori polizia locale, legato ad alcune rimostranze sostenute da una parte degli agenti di Sassuolo.
Il tentativo di conciliazione, previsto dalla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, tenutosi in Prefettura, ha infatti portato ad un tavolo di confronto tra sindacato, lavoratori e amministrazione comunale. Il segretario regionale del Sil.Po.L., Stefano Gargioni, all’uscita, si è detto ottimista, spiegando come l’incontro abbia permesso alle parti di confrontarsi sui problemi e fare reciproche aperture. Questa mattina si dovrebbe già tenere un’assemblea dei lavoratori, per deliberare il ritiro dello stato di agitazione, che era stato indetto, con una lettera a Comune, Prefettura e Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, per denunciare alcune situazioni sgradite agli operatori della polizia locale sassolese.
In particolare il sindacato contestava una non corretta applicazione del contratto decentrato, alcuni problemi relativi alla turnazione e, in seguito al riordino dei ruoli dirigenziali del Comune, la “dequalificazione” del Corpo di polizia municipale da Settore a Unità Operativa Autonoma, con al vertice un dirigente amministrativo diverso dal comandante. Una situazione, quella dello sdoppiamento dei ruoli, che in realtà andava avanti già da alcuni mesi, dopo la revoca del ruolo di comandante all’ex dirigente del Settore V Stefano Faso e la nomina a comandante di Rossana Prandi. «Quella di nominare un dirigente non appartenente alla polizia municipale è una prassi - ha spiegato Gargioni - diffusa in questi territori, ma sulla quale ci sono sentenze contrastanti».
Andrea Gilioli
Il tentativo di conciliazione, previsto dalla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, tenutosi in Prefettura, ha infatti portato ad un tavolo di confronto tra sindacato, lavoratori e amministrazione comunale. Il segretario regionale del Sil.Po.L., Stefano Gargioni, all’uscita, si è detto ottimista, spiegando come l’incontro abbia permesso alle parti di confrontarsi sui problemi e fare reciproche aperture. Questa mattina si dovrebbe già tenere un’assemblea dei lavoratori, per deliberare il ritiro dello stato di agitazione, che era stato indetto, con una lettera a Comune, Prefettura e Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, per denunciare alcune situazioni sgradite agli operatori della polizia locale sassolese.
In particolare il sindacato contestava una non corretta applicazione del contratto decentrato, alcuni problemi relativi alla turnazione e, in seguito al riordino dei ruoli dirigenziali del Comune, la “dequalificazione” del Corpo di polizia municipale da Settore a Unità Operativa Autonoma, con al vertice un dirigente amministrativo diverso dal comandante. Una situazione, quella dello sdoppiamento dei ruoli, che in realtà andava avanti già da alcuni mesi, dopo la revoca del ruolo di comandante all’ex dirigente del Settore V Stefano Faso e la nomina a comandante di Rossana Prandi. «Quella di nominare un dirigente non appartenente alla polizia municipale è una prassi - ha spiegato Gargioni - diffusa in questi territori, ma sulla quale ci sono sentenze contrastanti».
Andrea Gilioli
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