Gazzetta di Modena

Modena

Sito Unesco e dehors: quattro anni di tempo per mettersi in regola

Sito Unesco e dehors: quattro anni di tempo per mettersi in regola

Il regolamento prevede anche adeguamenti per vetrine, serrande e insegne. Cavazza: «Non vincoli ma opportunità»

2 MINUTI DI LETTURA





«Non uno strumento per porre vincoli, ma per creare opportunità, dare vita al centro storico, far crescere la qualità in una dimensione di bellezza». Lo ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura di Modena Gianpietro Cavazza alla presentazione della bozza di Regolamento per il Sito Unesco di piazza Grande alla Commissione consiliare servizi, ieri pomeriggio in Comune. «L’obiettivo - ha sottolineato Cavazza - è garantire l’integrità strutturale e visiva del “patrimonio dell’umanità”, ma anche la possibilità di utilizzare l’ambito di piazza Grande e gli spazi connessi per poterli valorizzare al meglio». Il regolamento è uno degli strumenti previsti dal Piano di gestione, approvato dal Consiglio comunale, del sito Unesco patrimonio dell’Umanità costituito dal Duomo, dalla Ghirlandina e da piazza Grande. La bozza, presentata da Francesca Piccinini, direttrice dei Musei civici e coordinatrice del Sito Unesco, è stata condivisa con la Soprintendenza, nasce da un articolato percorso di ascolto e confronto ed è frutto del lavoro congiunto di sei assessorati. L’iter successivo alla presentazione prevede che il Regolamento sia sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale, dove è all’ordine del giorno nella seduta del 28 settembre. «Il testo mira all’equilibrio tra le garanzie di tutela e la necessità che l’area Unesco resti un luogo vivo e vissuto. Piazza Grande non è nostra - ha sottolineato Cavazza - è un bene dell'umanità. Noi ne siamo i custodi». Riguardo i contenuti, tre sono le aree pertinenti identificate: quella del sito vero e proprio (zona 1) che comprende anche piazza Torre e i fronti degli edifici che si affacciano su piazza Grande; il cosiddetto “perimetro esteso” (zona 2) con l’area del Palazzo comunale, l’immobile all’angolo tra via Emilia e corso Duomo, gli edifici sul lato ovest di corso Duomo, quelli nella parte finale di corso Canalchiaro, e quello tra via Castellaro e piazza XX settembre; un’area di rispetto (zona 3) ovvero la via Emilia centro tra corso Duomo e via Scudari; la bozza, inoltre, indica come “zona 4” l’intero centro storico come definito dal Prg vigente, limitatamente alla tutela ambientale per limitare consumi energetici e combustibili inquinanti. Una parte specifica del regolamento riguarda gli esercizi commerciali e i relativi allestimenti permanenti e temporanei. Quelli di nuovo insediamento dovranno avere dehors, vetrine e caratteristiche degli arredi in base alle indicazioni dello specifico abaco, che è parte integrante del Regolamento. Gli esercizi esistenti, invece, quanto a vetrine, serrande e insegne, dovranno adeguarsi in occasione di eventuali modifiche dell’attività o degli elementi di arredo; l’adeguamento di tende e luci dovrà essere realizzato comunque entro quattro anni dall’entrata in vigore del Regolamento.

Il principio è quello della gradualità, fino all’estensione completa dei criteri estetici e funzionali stabiliti per rendere più omogenea e di pregio l’immagine dell’area. (l.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google