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Wall painting di Eron a Modena, un messaggio di pace per la città e per il mondo

Wall painting di Eron a Modena, un messaggio di pace per la città e per il mondo

"Ad perpetuam rei memoriam" è il titolo dell’opera “wall painting” che l’artista Eron, pioniere dell'arte urbana e del writing in Italia, ha realizzato in questa settimana del festival filosofia di Modena per una parete di Palazzo Santa Chiara in occasione dei 2200 anni dalla fondazione (183 a.C.) di Mutina.

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MODENA. "Ad perpetuam rei memoriam" è il titolo dell’opera “wall painting” che l’artista Eron, pioniere dell'arte urbana e del writing in Italia,  ha realizzato in questa settimana del festival filosofia  di Modena per una parete di Palazzo Santa Chiara in occasione dei 2200 anni dalla fondazione (183 a.C.) di Mutina.

L'iniziativa è curata da Fondazione de Mitri, Cristina Stefani e Cristiana Zanasi dei Musei Civici di Modena, in collaborazione con Associazione Circuito Cinema, sponsor tecnico Manitou.

Ora l’opera,  resterà visibile permanentemente.

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COSA RAPPRESENTA. Richiamando i monumenti restituiti dal sottosuolo della città romana, Eron sviluppa una riflessione profonda sulla storia dell’edificio, in parte distrutto dai bombardamenti del 18 aprile 1945. L’intervento nasce sulla “ferita” più evidente, una parete dimezzata, dove emerge un “semi tempio della pace”, così lo definisce l’artista, costituito da un codice di segni contemporanei in cui spicca la metà di una grande colomba, simbolo di una pace non ancora raggiunta. A distanza di 34 anni, l'intervento artistico coincide dunque con quanto distinse il restauro dell'edificio: non la ricostruzione delle parti distrutte dal bombardamento, ma il recupero delle stesse lasciando visibili i segni delle distruzioni belliche

CHI E' ERON.  Nel corso del tempo Eron ha evoluto il suo linguaggio in senso figurativo, affrontando temi sociali attraverso una ricerca che lo qualifica tra i più virtuosi interpreti della scena dell’arte urbana e della pittura contemporanea internazionale. Ha dipinto ed esposto in diverse parti del mondo:Chelsea Art Museum (New York), Biennale di Venezia, Horizon One Gallery - Museum of Modern Art di (El Cairo), PAC (Milano), Civic Centre Ozumba of Lagos – (Nigeria), Blue Project Foundation - (Barcelona), MACRO (Roma), NuArt Fes$val (Norvegia), Hamlet Festival (Danimarca), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Italian Cultural Institute (New York). (www.eron.it)

“Commissionare a un importante artista contemporaneo” - commenta Pietro Rivasi nel testo critico che accompagna l'evento – “la realizzazione di un’opera che evochi un evento di 2200 anni fa è una sfida interessante, perché, mettendo in relazione tempi e sensibilità estremamente distanti, si creano i presupposti per fondere dei contrasti”. L’abbinamento armonico di elementi anche antitetici è uno dei punti forti dell’artista riminese, capace di soluzioni straordinarie per far sposare in modo poetico un linguaggio contemporaneo come il writing, con luoghi ed oggetti ricchi di storia e suggestioni. È propria dell'artista una tecnica che sfrutta e valorizza le caratteristiche della vernice spray, interagendo con le caratteristiche delle superfici, come muffe, ruggini, scrostature, crepe, per creare dipinti di straordinaria leggerezza e poesia.

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