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Cartello affisso in Comune divide sindaco e cittadini

Cartello affisso in Comune divide sindaco e cittadini

Davanti un ufficio: “Responsabili di quello che diciamo e non di quello che capite”  Pierazzi: «Condivido, troppa violenza verbale contro gli impiegati pubblici»

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FRASSINORO. “In questo ufficio siamo responsabili di quello che diciamo, e non di quello che capite”. È il cartello, sicuramente ad effetto, che sono arrivati a mettere in municipio a Frassinoro davanti all'ufficio Lavori pubblici di fronte a una situazione “difficile” nel rapporto col pubblico.

La cosa ha portato ieri il cittadino Luciano Tazzioli a scrivere una lettera indignata al sindaco. «È un cartello – scrive - che in modo sostanziale regala ai cittadini la seguente valutazione: “Se siete ignoranti, è un problema vostro”. Non mi interessa conoscere l'estensore, ma soffermarmi sul comportamento epidermico e preoccupante – attacca - del responsabile del servizio Lavori pubblici, nonché attuale sindaco di Frassinoro, che ha permesso l'affissione».

Tazzioli è molto duro con Elio Pierazzi: «Un tale atto – lo incalza - appare una palese offesa ai cittadini nel suo totale silenzio: non le fa onore. Considera i cittadini dei sudditi?».

Quindi l'invito a leggere lo Statuto del Comune «affinché comprenda ed applichi una metodologia amministrativa rispettosa dei suoi doveri e dei doveri e diritti dei cittadini. Se la sua cultura civica presenta evidenti e sostanziali lacune, elimini il coacervo umorale e gestionale che mina la credibilità dell’ente».

«Non ho fatto togliere il cartello perché lo condivido – ribatte Pierazzi – anzi penso che se ne dovrebbe mettere uno davanti a ogni ufficio. È stata una reazione a uno stato di cose non più tollerabile: ci sono cittadini che usano in Comune una violenza verbale spaventosa, con i dipendenti e col sindaco. Ci vorrebbe sempre un testimone o una registrazione per gli incontri. Sia perché quello che viene detto è spesso trasformato a proprio tornaconto. Ma anche per gli atteggiamenti: a me è capitato due volte di dover chiamare i carabinieri perché uno diceva: “Io non vado via finché non ho la risposta che voglio”. Ma io non posso sempre darla quella risposta: non posso ridurre le tasse a uno perché me lo chiede o spostare lampioni e bidoni rifiuti a piacimento».

Pierazzi riferisce anche di vere minacce ricevute: «Quest’estate durante la Settimana Matildica uno mi ha detto: “Guarda che ti metto le mani addosso” e ho dovuto denunciarlo. Due settimane fa un altro al bar se n'è uscito con uno “stai attento a quello che fai”. C'è gente che pensa che uno lavori in amministrazione per convenienza, quando il sindaco qui prende mille euro al mese con responsabilità infinite. Invece si fa per servizio e per i progetti: un parco appena rinnovato, una palestra una pista di skiroll quasi finite... Il cartello è forte, ma credo abbia aiutato a riflettere sugli atteggiamenti. Magari si può mitigare un po’ il messaggio, ma la gente deve capire che davanti ha persone e non materassi».

Daniele Montanari

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