L’APPELLO DI SUNIA, SICET E UNIAT
«Case popolari, no al caro affitti»
Sindacati degli inquilini si oppongono all’aumento previsto del 20%
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No all’aumento del 20% per gli affitti per le case popolari. L’allarme viene dai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat di Modena, che proprio per affrontare il tema dei criteri di calcolo dei canoni previsti dal nuovo regolamento provinciale hanno chiesto di riconvocare il Tavolo di concertazione. «Constatiamo che le nostre richieste non sono state inutili - spiegano i sindacati - e accogliamo con soddisfazione la riapertura del Tavolo per il 28 settembre. Anche dopo gli ultimi incontri avvenuti nei mesi di giugno e luglio, e in base alle simulazioni che ci sono pervenute da parte di Acer, riaffermiamo le preoccupazioni in merito al nuovo regolamento, che continua ad evidenziare iniquità e a produrre un innalzamento irragionevole dei canoni a livello provinciale di circa il 20% a partire da ottobre. Più precisamente - spiegano ancora le sigle degli inquilini - come da tabelle fornite da Acer, su 5.341 alloggi Erp il monte canone mensile provinciale medio attuale è pari a 742.399 euro. Con l’introduzione delle novità proposte dal Tavolo provinciale, il monte canone mensile medio simulato diventerebbe pari a 878.861 euro: questo vuol dire che annualmente ci sarebbe un maggior introito di entrate dei canoni Erp pari a 1.637.544 euro. Questi aumenti sono sconsiderati e fuori dalla logica di calmierare il mercato degli affitti nella filiera dell’abitare». I sindacati si chiedono quindi «perché nella nostra Provincia si continui a proporre di maggiorare ulteriormente i canoni delle case popolari, nonostante gli importi minimi e i medi siano i più alti della Regione, con un evidente rischio di difformità ingiustificata».
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