E intanto il ramo reggiano di Open.Co. non ha più futuro
Mentre a Castelvetro si fanno progetti per ampliare nel 2018 il raggio d’azione dell’impresa sui mercati esteri, ai lavoratori del ramo reggiano di Open.Co., ex Cormo di San Martino Rio, arrivano le...
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Mentre a Castelvetro si fanno progetti per ampliare nel 2018 il raggio d’azione dell’impresa sui mercati esteri, ai lavoratori del ramo reggiano di Open.Co., ex Cormo di San Martino Rio, arrivano le lettere di licenziamento per 160 persone.
A conclusione del periodo di cassa integrazione, che scadrà il prossimo 30 settembre, per i 160 lavoratori non resterà altro che la Naspi, nuovo istituto che è stato introdotto per tutelare che è in stato di disoccupazione. Mercoledì scorso i lavoratori Open.Co. del ramo reggiano in assemblea hanno espresso rabbia e sorpresa perché «si sentono presi in giro da tutte le promesse fatte dai politici e dal tavolo istituzionale regionale - dice Mauro Livi di Fillea-Cgil Reggio Emilia - Abbiamo chiesto un incontro urgente con la Regione. Qualcuno ci deve dare risposte e soluzioni».
A conclusione del periodo di cassa integrazione, che scadrà il prossimo 30 settembre, per i 160 lavoratori non resterà altro che la Naspi, nuovo istituto che è stato introdotto per tutelare che è in stato di disoccupazione. Mercoledì scorso i lavoratori Open.Co. del ramo reggiano in assemblea hanno espresso rabbia e sorpresa perché «si sentono presi in giro da tutte le promesse fatte dai politici e dal tavolo istituzionale regionale - dice Mauro Livi di Fillea-Cgil Reggio Emilia - Abbiamo chiesto un incontro urgente con la Regione. Qualcuno ci deve dare risposte e soluzioni».
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