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Morane-Vaciglio, il Pd: "Quei 550 alloggi sono inevitabili"

Andrea Marini
Morane-Vaciglio, il Pd: "Quei 550 alloggi sono inevitabili"

Il sindaco Muzzarelli: «Grande rispetto per i manifestanti con cui continuerò a confrontarmi. Ma ci sono impegni che devo rispettare. I privati hanno i loro diritti». Il comitato Mobastacemento: "Continueremo a manifestare, il progetto va bloccato". Nel Pd il segretario e un consigliere appoggiano il sindaco e spiegano che eliminare quel progetto edilizio costerebbe 300 euro a famiglia modenese

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MODENA. Grande rispetto per la manifestazione, partecipata e civile, della biciclettata dei modenesi; ma, al tempo stesso, il dovere di rispettare accordi sottoscritti da tempo, che prevedono la costruzione dei 550 alloggi, in più anni, nell’area di Morane-Vaciglio.

All’indomani della protesta, organizzata dal Comitato #Mobastacemento, alla quale hanno preso parte un migliaio di cittadini in bicicletta, contrari alla realizzazione del nuovo comparto di edilizia residenziale, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli accetta di esprimere alcune prime valutazioni; riservandosi di spiegare, nei dettagli, in una conferenza stampa già convocata per martedì, come la Giunta intenda conciliare questo comparto abitativo, con il nuovo Psc e l’impegno elettorale di una politica urbanistica a consumo zero di territorio.

DIRITTI DEI PRIVATI. «Credo che si debba avere il massimo rispetto per i cittadini che sono scesi in strada a protestare in modo civile. - esordisce il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - Ho avuto modo di incontrare già alcuni di loro, in più di un incontro nelle scorse settimane, ascoltando il loro punto di vista. Un confronto che è tuttora aperto, che continuerà e che intendo proseguire. Però, debbo ribadire, che in questo caso abbiamo a che fare con una storia lunga, complicata che parte dal 1975. E con un progetto che io ho ereditato. Con i cittadini abbiamo programmato un piano temporale sul tema della viabilità. E il progetto, rispetto a quello approvato dal consiglio comunale, è molto cambiato. (Sono già stati tagliati 300 alloggi pubblici inizialmente previsti ndr). Continueremo a ragionarci sopra, laddove ci sono i margini per farlo, nel rispetto delle leggi e dei diritti dei privati. Diritti che, va detto anche questo, ci sono e devono essere tenuti in considerazione».

Sindaco, i cittadini sono chiari: “no ai 550 alloggi, vogliamo l’area verde”. Sembra però di capire che sia difficile arrivare a non costruire. E diminuire quel numero?

«Il loro numero difficilmente potrà scendere, a causa dell’iter amministrativo avanzato, però possiamo lavorare su una serie di fattori: dal verde alla viabilità, ad altri accorgimenti innovativi, e sul fronte della sostenibilità ambientale, per rendere il progetto più funzionale possibile alle esigenze di tutti».

Ma come si concilia tutto questo con il suo impegno elettorale del “saldo zero” sul fronte del consumo di territorio?

«Nel mio programma elettorale si dice che, a regime del Psc, il saldo deve essere zero. E così sarà: lo vedrete a fine mandato. Ricordo che in tema urbanistico come amministrazione abbiamo di fronte la grande sfida costituita dal nuovo Psc, vogliamo modificare la pianificazione e le regole urbanistiche, per aumentare i livelli di sostenibilità e pianificazione della città. E visto che se ne parla molto: anche della riqualificazione dell’esistente. Vedrete che in prospettiva il saldo zero ci sarà».

Si sollecita anche di utilizzare le case vuote.

«Certamente, ma ci vuole anche il proprietario che sia disposto a cedere in affitto questi immobili. Se ci fosse tutta questa disponibilità non avremmo problemi a trovare anche i 300 alloggi per gli studenti di ingegneria che chiedono spazi... Sono problemi complessi, che vogliamo affrontare. Ripeto: martedì con l’assessore all’Urbanistica e Politiche Abitative Anna Maria Vandelli saremo in grado di spiegare meglio la nostra filosofia in merito».

PROGETTO DA BLOCCARE. «Vorremmo nuovamente, dopo averci dormito sopra qualche ora, ringraziare tutti per aver avuto voglia di uscire di casa per prendere posizione». Sono le prime parole del comitato “Mobastacemento” dopo la grande biciclettata di giovedì contro le nuove case previste a Vaciglio. «I fronti sono tanti - spiega il comitato - e la disponibilità di ascoltare, da parte dell’amministrazione, non altrettanta, per cui restiamo uniti. Ribadiamo la nostra posizione: il progetto va bloccato oggi. Da domani ci si siederà al tavolo per discutere della strada da percorrere per far fronte agli accordi presi con i proprietari: la tutela della salute deve essere garantita».

TRECENTO EURO A FAMIGLIA. Nel frattempo, continua la polemica Pd-M5S sulla mozione “grillina” per annullare il piano. Una soluzione che i democratici definiscono «un regalo da circa 30 milioni ai costruttori, con un costo di 300 euro a testa a famiglia modenese. Si può provare a trovare soluzioni che tengano conto della realtà - spiegano il segretario cittadino Andrea Bortolamasi e il capogruppo Fabio Poggi - oppure ci si può limitare a lanciare in alto la palla e disinteressarsi del dove vada poi a cadere. Come Pd ci impegniamo affinché, nonostante i margini di manovra siano davvero risicati, si possa migliorare il progetto edilizio: crediamo, in particolare, che ci siano i margini per riaprire un confronto complessivo e provare a fare proposte sulla riduzione delle previsioni del Prg che abbiamo ereditato, a partire proprio dai progetti previsti per quella zona. Giovedì sera siamo andati a parlare con la gente e ad ascoltare le istanze dei promotori della biciclettata e crediamo sia doveroso, nel rispetto di una manifestazione così importante, uscire da alcuni equivoci per provare a migliorare il progetto, per quanto sia possibile. Poi, ci sono i 5 stelle e la loro mozione presentata in Consiglio comunale: al di là della reale fattibilità di questo percorso, la conseguenza certa sarebbero gli oneri per la collettività, per un costo che andrebbe dai 250 ai 300 euro per ogni famiglia modenese. Sarebbe come raddoppiare o triplicare l’attuale addizionale Irpef che il Comune richiede a ogni cittadino».

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