«Posto integrato, cosa succede?»
Interrogazione Pd sulla chiusura in centro: «Si disattendono scelte dello Stato»
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Chiusura del posto integrato di polizia centro presso la stazione delle corriere, il Pd non ci sta: «È un fatto gravissimo e una situazione altrettanto gravissima: siamo di fronte ad una scelta dello Stato che a Modena viene disattesa dai suoi stessi rappresentanti. È il momento che si faccia chiarezza e che si rivedano scelte che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini». È il consigliere Pd Antono Carpentieri, che si occupa per il Pd del settore sicurezza, a farsi portavoce della preoccupazione in merito, già da tempo manifestata da numerosi articoli del nostro giornale e anche dalle prese di posizione dei sindacati di polizia che puntano in dito contro l'atteggiamento, le decisioni, le scelte dell’attuale questore che tagliano di fatto la collaborazione con la polizia municipale. Carpentieri pertanto, ha inviato una interrogazione al sindaco per sapere se, alla luce che il posto integrato di fatto non vede più la presenta della polizia di Stato, «il Comune intende intervenire direttamente con la Prefettura e la Questura per verificare quali siano le ragioni di questa scelta, se questa scelta sia reversibile e se intende adoperarsi affinché ciò avvenga e se il Comune intende continuare a tenere aperto, comunque, in centro storico il posto di polizia, anche solo con la Municipale». È bene ricordare che quello che si trova alla stazione dei bus non è un semplice “sportello”, un luogo dove fare qualche denuncia, ma una scelta suggellata dallo Stato, sbandierata da Modena come fiore all'occhiello, un progetto-iniziativa pilota e che, come fa notare Carpentieri, è diffuso e gettonato tanto che a Riccione proprio in questi giorni se ne sta aprendo uno.
Non si tratta di proclami, ma di realtà suggellate in patti e documenti sottoscritti dalle massime autorità: come ricorda lo stesso Carpentieri nella sua interrogazione «nel 1998 che il Comune e la Prefettura sottoscrivevano un “Protocollo di intesa”, primo esempio a livello nazionale di un accordo pattizio che riconosceva la necessità di integrare politiche e azioni, riconoscendo la collaborazione tra polizia di Stato e Municipale». Una situazione sottoscritta negli anni nel Patto per Modena sicura che prevede la funzionalità del posto integrato di polizia. La “cabina di regia” del patto ( di cui fanno parte tutte le autorità addette ai lavori) ha i compiti anche di «definizione di progetti integrati in materia di polizia di prossimità che coinvolgano anche il poliziotto di quartiere ed il posto integrato di polizia». Tutto questo ora non c’è più. (s.to)
Non si tratta di proclami, ma di realtà suggellate in patti e documenti sottoscritti dalle massime autorità: come ricorda lo stesso Carpentieri nella sua interrogazione «nel 1998 che il Comune e la Prefettura sottoscrivevano un “Protocollo di intesa”, primo esempio a livello nazionale di un accordo pattizio che riconosceva la necessità di integrare politiche e azioni, riconoscendo la collaborazione tra polizia di Stato e Municipale». Una situazione sottoscritta negli anni nel Patto per Modena sicura che prevede la funzionalità del posto integrato di polizia. La “cabina di regia” del patto ( di cui fanno parte tutte le autorità addette ai lavori) ha i compiti anche di «definizione di progetti integrati in materia di polizia di prossimità che coinvolgano anche il poliziotto di quartiere ed il posto integrato di polizia». Tutto questo ora non c’è più. (s.to)
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