Gazzetta di Modena

Modena

«Qui per lavorare e costruire un futuro»

di Andrea Gilioli
«Qui per lavorare e costruire un futuro»

Le storie di alcuni dei sessanta profughi ospitati in città. Il sogno sono i documenti con cui poter trovare un’occupazione

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Il tema immigrazione continua a far discutere, a Sassuolo come nel resto del paese, la politica e larga parte della cittadinanza, che sull’onda delle cronache, e spesso della paura, vede la presenza nelle città di decine di richiedenti asilo come una minaccia. Una percezione che la cooperativa Caleidos, insieme al Comune e a diverse associazioni di volontariato sassolesi, ha cercato di spezzare, organizzando al circolo Alete Pagliani l’iniziativa “E poi sono arrivato a Sassuolo...”. Un’apericena multietnico in cui sono stati proprio alcuni dei circa 60 migranti ospitati a Sassuolo a raccontare la loro storia da ospiti della comunità sassolese, in cui si stanno integrando con studio, lavoro e sopratutto attività di volontariato.

«Sono a Sassuolo da un anno e cinque mesi – ha raccontato Moussa, che viene dal Mali – e in questo tempo ho fatto diverse attività di volontariato. Mi piace farlo e credo sia molto importante perché noi siamo qui ed è giusto fare qualcosa per la città che ci ospita». Per tutti l’incognita e la paura più grande, ovviamente, è quella della concessione dello status di rifugiato, dei documenti necessari a rimanere in Europa. «Dopo che avrò, come spero, i documenti – continua Moussa – vorrei rimanere qui a Sassuolo. È una città molto tranquilla e mi ci trovo bene. Vorrei cercare lavoro e mi va bene qualsiasi cosa, e spero tanto di avere un po’ di fortuna e riuscire a portare vicino a me la mia fidanzata che ho lasciato in Africa». Desiderio di stabilirsi a Sassuolo, e di portare in città la moglie ora lontana, anche per il camerunese Yannick, arrivato via mare a Lampedusa e ospite in città da un anno. «Sono arrivato in Sicilia – racconta – e poi sono stato portato a Soliera. Ora vivo qui e sto lavorando in un’azienda ceramica non lontana da casa. Mi trovo bene e mi piacerebbe rimanere qui. Sono venuto solo, ma vorrei tanto con i guadagni portare qui mia moglie che è ancora nel mio paese, spero di avere questa fortuna». A raccontare la sua storia anche Demur, cittadino pachistano che a Sassuolo, da due anni, sta studiando per ottenere la licenza media. «In questo momento non sto facendo nulla – racconta - ma ho lavorato per alcuni periodi. Purtroppo senza documenti non è facile trovare lavoro, ma faccio comunque un po’ di volontariato e sto studiando per la licenza media. Sassuolo mi piace, prima ero stato 6 mesi a Modena, ma qui mi piace molto di più. Mi trovo bene con i ragazzi di Caleidos, che mi aiutano, e anche con la gente di Sassuolo». Al centro del programma di integrazione “Mare Nostrum” della cooperativa Caleidos c’è infatti la socializzazione. «Sono ormai tre anni che siamo attivi sul territorio – spiega il coordinatore del progetto di Caleidos, Giorgio Dell’Amico - e abbiamo fatto tante attività di volontariato in collaborazione con associazioni. I ragazzi, dopo una prima fase in cui parte il corso di italiano e si iniziano le pratiche burocratiche, vengono trasferiti in appartamenti e oltre a studiare la lingua vengono indirizzati a corsi di formazione professionale e ad attività di volontariato, in modo da poter migliorare la lingua, conoscere la cultura italiana e socializzare con la gente. Le attività di volontariato sono un modo per evitare che questi giovani prendano cattive strade, ma sono soprattutto qualcosa che loro chiedono. Certo c’è anche chi viene qui per delinquere, ma questo fa parte dell’essere umano. La maggior parte di loro è qui per costruirisi un futuro migliore. Sono ragazzi molto giovani che lasciano situazioni di grande povertà e violenza e non vogliono stare con le mani in mano, anche perchè intessendo relazioni hanno modo di porre le basi del loro futuro in città. Alcuni hanno dimostrato grandi potenzialità e addirittura sono diventati dei nostri operatori». Presente all’evento, che ha visto una forte affluenza di giovani, anche l’assessore ai Servizi sociali. «Ad oggi – ha spiegato Antonella Vivi – i migranti a Sassuolo sono circa una sessantina. Il problema immigrazione c’è in tutt’Italia, ma mi sento di tranquillizzare la cittadinanza: non ci saranno invasioni e non vedrete gruppi di profughi che approderanno a Sassuolo, perché tutto è attentamente gestito».

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