Gazzetta di Modena

Modena

formigine 

Spari ai ladri di notte La moglie: «Pensavo lo avessero ucciso»

Spari ai ladri di notte La moglie: «Pensavo lo avessero ucciso»

FORMIGINE. Si avvia alla conclusione del dibattimento il processo che vede imputato per tentato omicidio il commerciante Giuliano Barbieri, che sparò - ferendolo - a un ladro, intento ad assaltare il...

2 MINUTI DI LETTURA





FORMIGINE. Si avvia alla conclusione del dibattimento il processo che vede imputato per tentato omicidio il commerciante Giuliano Barbieri, che sparò - ferendolo - a un ladro, intento ad assaltare il negozio di notte. Ieri sono sfilati davanti ai giudici del Secondo collegio, presieduto da Andrea Scarpa, alcuni testimoni della difesa che hanno raccontato i momenti drammatici di quella notte. Particolarmente toccante la testimonianza della moglie Maria Fontana, che ha risposto alle domande degli avvocati Enrico Aimi e Silvia Ciancia. «Mi sono svegliata di soprassalto a causa del rumore fatto dalla saracinesca e dall’allarme - ha ricordato - Ho detto a mio marito di non scendere, ma ero impietrita. Non so come ho fatto però ho iniziato a scendere e a urlare ai vicini di chiamare i carabinieri quando ho sentito chiaramente gli spari. Ho subito pensato che avessero ammazzato Giuliano...».

Importante, ai fini della difesa, anche la testimonianza di un vicino, che era rincasato poco prima del colpo della banda di cui faceva parte Nenad Ljumovic. «Quando sono tornato non ho visto auto parcheggiate davanti al negozio - ha detto il ragazzo - ma ricordo chiaramente la confusione successiva: dal mio appartamento non vedevo, ma sentivo chiaramente le urla di Barbieri che più volte ha detto “stai fermo lì, stai fermo lì”.

L’assalto notturno è stato udito anche da un altro vicino, che ha notato almeno due-tre figure vestite di scuro. «Mi hanno detto di tornare dentro casa - ha sostanzialmente raccontato - e io ho chiamato i carabinieri. Perché? Di solito nei negozi si va di mattina e non in piena notte».

Ma davanti a quel negozio per giorni in molti si fermarono per dare solidarietà al commerciante e a curiosare quando ancora c’erano i rilievi dei Ris, che parleranno nella prossima udienza, fissata per il 19 ottobre, e mentre esistevano ancora i sigilli investigativi. Lo ricorda una commessa del negozio, che ha anche svelato come ci si fosse impegnati a ripulire tutto, compreso lo zerbino “macchiato di sangue”. Ed è proprio lo zerbino intorno a cui ruota l’intero processo: se davvero c’era il sangue di Nenad Ljumovic allora si potrebbe davvero ipotizzare, come sostengono i legali Aimi e Ciancia, che tra il ladro e Barbieri la distanza fosse molto ravvicinata.(fd)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google