Guarda chi si rivede Antonio Mascello segretario della Dc
In tre legislature consigliere comunale, funzionario Lapam in pensione, incarna la continuità dello Scudocrociato
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Era l’Anno del Signore 1994 quando restituì le chiavi della storica sede di piazza S.Agostino, dove la Dc aveva accorpato due appartamenti all’ultimo piano dello storico palazzo a fianco della chiesa di S.Agostino e dove vissuto per quasi un trentennio come giovane militante, consigliere comunale, capocorrente (a modo suo) e responsabile della programmazione economica.
Da pochi giorni invece Antonio Mascello può nuovamente esibire orgogliosamente la sua appartenenenza alla Dc sotto la guida del segretario Angelo Sandri, che dopo una guerra di carte bollate in tribunale durata 23 anni, può fregiarsi del nome e del titolo dello Scudocrociato, rottamato dai processi e dal naufragio di una classe dirigente finita sugli scogli di Tangentopoli.
La sua nomina è arrivata dopo un giro di telefonate. Un passaparola insomma, anche perchè dopo un confronto nelle aule di giustizia anche con i big del partito, ha consegnato allo stesso Sandri le chiavi della cassaforte dell’anima democristiana.
«Mi hanno telefonato e mi hanno chiesto se volevo fare il responsabile modenese perchè rappresentavo la tradizione della Dc e la continuità con le radici di quell’esperienza storica - racconta allegro Mascello - Io quell’esperienza non l’ho mai rinnegata. Ne ero e ne sono orgoglioso e tuttora mi riconosco nel fondamento dell’esperienza dei cattolici in politica, ovvero la dottrina sociale cristiana. Ambizioni politiche? Ho già dato, grazie, e da non molto sono in pensione. Il mio impegno sarà quello di dare spazio ai giovani. Di lavoro ce nè molto da fare, darò spazio a chi avrà voglia di rimboccarsi le maniche».
Impossibile scucire al gioviale ex consigliere anticipazioni sulle prossime elezioni amministrative a Modena o sull’organigramma degli incarichi. Pare di capire che si sia proprio a ground zero per la rinnovata Dc, visto che le uniche volte che la formazione si è presentata con il simbolo storico nell’ultimo decennio in elezioni locali nelle grandi città ha avuto percentuali da prefisso telefonico. Oggi ad esempio il commissario regionale dell’Emilia Romagna è di Livorno mentre un modenese molto in auge al momento è Pietro De Montis, che ha la carica di segretario regionale del Dipartimento Comunicazione.
La conta sui numeri e il radicamento, al di là dell’effetto nostalgia, è tutto da misurare. Quanti degli “ex”, oggi su altre sponde, si batteranno per quello che era il partito simbolo dell’Italia del dopoguerra?
«Si riparte da zero, io ai miei ideali non rinuncio - sintetizza Mascello - Quando nel ’94 si sciolse il partito. Anche a Modena ci furono liti e polemiche finite con avvocati. Io mi limitai a comprare, quando fu messa all’asta, la mia vecchia scrivani anni’30 su cui avevo sempre lavorato. È stato l’unico ricordo che mi sono portato dietro. E poi mi sono seduto a guardare quello che succedeva, e mi sono dedicato ai miei hobby e agli intererssi culturali». Quali? Mascello si sbilancia con cautela e si va dal Club Atlantico e l’Associazione Italia-Usa sino alla raccolta di migliaia di oggetti che hanno come soggetto i maiali.
Saverio Cioce
Da pochi giorni invece Antonio Mascello può nuovamente esibire orgogliosamente la sua appartenenenza alla Dc sotto la guida del segretario Angelo Sandri, che dopo una guerra di carte bollate in tribunale durata 23 anni, può fregiarsi del nome e del titolo dello Scudocrociato, rottamato dai processi e dal naufragio di una classe dirigente finita sugli scogli di Tangentopoli.
La sua nomina è arrivata dopo un giro di telefonate. Un passaparola insomma, anche perchè dopo un confronto nelle aule di giustizia anche con i big del partito, ha consegnato allo stesso Sandri le chiavi della cassaforte dell’anima democristiana.
«Mi hanno telefonato e mi hanno chiesto se volevo fare il responsabile modenese perchè rappresentavo la tradizione della Dc e la continuità con le radici di quell’esperienza storica - racconta allegro Mascello - Io quell’esperienza non l’ho mai rinnegata. Ne ero e ne sono orgoglioso e tuttora mi riconosco nel fondamento dell’esperienza dei cattolici in politica, ovvero la dottrina sociale cristiana. Ambizioni politiche? Ho già dato, grazie, e da non molto sono in pensione. Il mio impegno sarà quello di dare spazio ai giovani. Di lavoro ce nè molto da fare, darò spazio a chi avrà voglia di rimboccarsi le maniche».
Impossibile scucire al gioviale ex consigliere anticipazioni sulle prossime elezioni amministrative a Modena o sull’organigramma degli incarichi. Pare di capire che si sia proprio a ground zero per la rinnovata Dc, visto che le uniche volte che la formazione si è presentata con il simbolo storico nell’ultimo decennio in elezioni locali nelle grandi città ha avuto percentuali da prefisso telefonico. Oggi ad esempio il commissario regionale dell’Emilia Romagna è di Livorno mentre un modenese molto in auge al momento è Pietro De Montis, che ha la carica di segretario regionale del Dipartimento Comunicazione.
La conta sui numeri e il radicamento, al di là dell’effetto nostalgia, è tutto da misurare. Quanti degli “ex”, oggi su altre sponde, si batteranno per quello che era il partito simbolo dell’Italia del dopoguerra?
«Si riparte da zero, io ai miei ideali non rinuncio - sintetizza Mascello - Quando nel ’94 si sciolse il partito. Anche a Modena ci furono liti e polemiche finite con avvocati. Io mi limitai a comprare, quando fu messa all’asta, la mia vecchia scrivani anni’30 su cui avevo sempre lavorato. È stato l’unico ricordo che mi sono portato dietro. E poi mi sono seduto a guardare quello che succedeva, e mi sono dedicato ai miei hobby e agli intererssi culturali». Quali? Mascello si sbilancia con cautela e si va dal Club Atlantico e l’Associazione Italia-Usa sino alla raccolta di migliaia di oggetti che hanno come soggetto i maiali.
Saverio Cioce
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