I falchi sono in agguato per ostacolare Schena
di Serena Arbizzi
Spunta la candidatura dell’ingegner Faglioni alla presidenza di Palazzo Brusati L’attuale numero uno: «Non ho mai dato per scontato la mia rielezione nel 2018»
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Da tempo si rincorrono voci sulla possibilità che il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Giuseppe Schena, non sia rieletto ai vertici dell’ente di via Sardegna. Il suo mandato scade infatti con l’approvazione del bilancio 2017 dell’ente e quindi nel 2018, ossia dopo tre anni. Di fronte all’attuale presidente, al Consiglio d’amministrazione e d’indirizzo ci sono quindi ancora dieci mesi di intenso lavoro.
Tuttavia ci sarebbe chi, da tempo, sta pensando a una candidatura diversa da quella di Schena, che in questi anni ha dovuto fronteggiare le difficoltà finanziarie della Fondazione riportandola sulla strada della produttività sociale. Il nome che circola con più frequenza è quello dell’ingegner Corrado Faglioni, fondatore delle società Enerplan, che si è occupata del ripristino di diversi edifici di proprietà della Diocesi come, ad esempio, il Sacro Cuore. L’ingegner Faglioni, inoltre, ha avuto un ruolo organizzativo di primo piano molto apprezzato durante la visita di Papa Francesco a Carpi, lo scorso 2 aprile.
Sulla possibile, mancata, rielezione potrebbe pesare il voto contrario manifestato a dicembre dal Consiglio d’Indirizzo alla proposta della cessione della partecipazione di minoranza (pari al 7,5% del capitale sociale e iscritta a bilancio per 10 milioni di euro) detenuta dall’ente in Aimag. In quell’occasione il Consiglio si spaccò con 11 voti contrari, 6 favorevoli e un astenuto. Uno scenario molto diverso da quello immaginato da Schena.
«So che il mio incarico avrebbe potuto essere in discussione sin dal primo giorno del mandato - commenta il presidente, lasciando trasparire serenità - Non ho mai dato per scontata la rielezione e penso sia legittimo si ragioni di alternative. In questo momento non è nella mia agenda ciò che succederà a maggio: ci sono un sacco di progetti da concretizzare e obiettivi importanti da conseguire da qui a fine mandato e su questo sono concentrato. Ci aspettano mesi intensi prima dell’approvazione del bilancio e, pertanto, la mia priorità sono le numerose attività in capo alla Fondazione da svolgersi in questo periodo».
Tuttavia ci sarebbe chi, da tempo, sta pensando a una candidatura diversa da quella di Schena, che in questi anni ha dovuto fronteggiare le difficoltà finanziarie della Fondazione riportandola sulla strada della produttività sociale. Il nome che circola con più frequenza è quello dell’ingegner Corrado Faglioni, fondatore delle società Enerplan, che si è occupata del ripristino di diversi edifici di proprietà della Diocesi come, ad esempio, il Sacro Cuore. L’ingegner Faglioni, inoltre, ha avuto un ruolo organizzativo di primo piano molto apprezzato durante la visita di Papa Francesco a Carpi, lo scorso 2 aprile.
Sulla possibile, mancata, rielezione potrebbe pesare il voto contrario manifestato a dicembre dal Consiglio d’Indirizzo alla proposta della cessione della partecipazione di minoranza (pari al 7,5% del capitale sociale e iscritta a bilancio per 10 milioni di euro) detenuta dall’ente in Aimag. In quell’occasione il Consiglio si spaccò con 11 voti contrari, 6 favorevoli e un astenuto. Uno scenario molto diverso da quello immaginato da Schena.
«So che il mio incarico avrebbe potuto essere in discussione sin dal primo giorno del mandato - commenta il presidente, lasciando trasparire serenità - Non ho mai dato per scontata la rielezione e penso sia legittimo si ragioni di alternative. In questo momento non è nella mia agenda ciò che succederà a maggio: ci sono un sacco di progetti da concretizzare e obiettivi importanti da conseguire da qui a fine mandato e su questo sono concentrato. Ci aspettano mesi intensi prima dell’approvazione del bilancio e, pertanto, la mia priorità sono le numerose attività in capo alla Fondazione da svolgersi in questo periodo».
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