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Il centro per le demenze fa da apripista regionale

Il centro per le demenze fa da apripista regionale

Pavullo. “Francesco e Chiara” diventa un modello di assistenza pubblico-privata Bonaccini e Patriarca: «Il Terzo settore è decisivo nei nuovi orizzonti sanitari»

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PAVULLO . “Francesco e Chiara”, il centro servizi per gli anziani pavullese, fa scuola per il trattamento futuro delle demenze in Emilia-Romagna. È questo il risultato del convegno di ieri mattina, organizzato nella struttura, intitolato “Comunità e benessere dei cittadini fragili”. Si è parlato del nuovo assetto organizzativo ed operativo dei servizi previsto dal nuovo piano regionale, e dell’importanza dell’impresa sociale e del terzo settore nella sua realizzazione.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ha divulgato quanto l’ente abbia investito nel 2016 per il sostegno alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie: 471 milioni di euro. Il tutto nell’ambito del nuovo piano socio-sanitario, che vede un sempre maggiore coinvolgimento del terzo settore, in particolare nei percorsi di trattamento delle demenze. In questo senso, l’attività della struttura Francesco e Chiara è servita da esempio, durante il convegno, di come dovrebbe agire la nuova sinergia tra pubblico e privato sociale auspicata dal piano regionale.

«Il terzo settore è una realtà indispensabile per il Paese - ha detto il parlamentare Edoardo Patriarca (Pd) - L’esperienza di “Francesco e Chiara” è un’esperienza di grande innovazione, può essere una sorta di progetto pilota».

Un percorso partito ufficialmente lo scorso anno, ma in realtà attiva da tempo: «Il nucleo demenze della struttura è attivo dal 2008 - ha spiegato la coordinatrice Daniela Tintori - L’anno scorso ci sono stati accreditati sette posti», ora occupati da altrettanti ospiti. I sette anziani sono stati seguiti con il cosiddetto metodo “gentle care” (cura gentile): da un lato sono affiancati da professionisti, tra cui una psicologa, un medico geriatra e una terapista occupazionale; dall’altro sono inseriti in un ambiente che rispecchi il più possibile quello di casa, permettendo loro di compiere attività quotidiane, dalla cucina alla spesa o al giardinaggio, che ne mantengano attiva la mente. Il tutto coinvolgendo i famigliari, che vengono rieducati in vista di un ritorno a casa dei propri cari.

I costi per seguire gli ospiti sono rimborsati dal distretto sanitario, e metà della quota pagata dalle famiglie è sostenuta dal fondo regionale per la non autosufficienza.

Nell’ottica della Regione, su quei sette posti nel nucleo demenze bisogna lavorare su percorsi temporanei: «In passato i tempi di degenza erano molto lunghi - ha continuato Tintori - mentre la Regione ora vuole che si lavori su percorsi temporanei, incentrati sulla rieducazione dei familiari e dell’ospite, in favore di un rientro al domicilio».

«La Regione Emilia-Romagna è all’avanguardia, dal punto di vista degli stanziamenti economici e dell’attenzione ad un settore delicato come quello della non autosufficienza - ha aggiunto il direttore generale dell’Ausl di Modena Massimo Annicchiarico - Credo che la struttura “Francesco e Chiara” rappresenti un chiaro esempio di come il privato sociale possa dare risposte».

Enrico Vincenzi

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