«Ospitiamo 35 profughi: il tetto è di 57»
Maranello. Il sindaco Morini: «Sono in cinque alloggi, di cui due comunali». Scontro con Barbolini
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MARANELLO. Acceso dibattito in Consiglio comunale sul tema dei richiedenti asilo. Ad accendere la discussione il consigliere di minoranza Luca Barbolini, con un’estesa interrogazione sul tema. A rispondere in prima persona il sindaco Massimiliano Morini che, punto per punto, ha risposto alle domande poste da Barbolini.
«Ad oggi sul territorio di Maranello - precisa il primo cittadino - sono presenti 35 richiedenti asilo, un numero inferiore ai 57 che è il parametro che la Prefettura attribuirebbe al nostro Comune, cioè 3,3 ogni mille abitanti. Di questi 35, 30 sono in attesa di presentarsi davanti alla commissione territoriale affinché venga esaminata la loro domanda di protezione internazionale, mentre 5 sono in fase di ricorso, avendo ricevuto risposta negativa dalla commissione. Un processo sul quale l’amministrazione non ha alcun potere. Così come l’amministrazione non ha costi diretti per quanto riguarda l’accoglienza, ma riceve un rimborso forfettario dal Ministero dell’Interno che nel 2016 è stato di 12mila e 500 euro. Gli alloggi attualmente occupati - prosegue Morini - sono cinque. Quelli privati sono due: uno in via Graziosi a Maranello (7 persone) e uno in piazza Bologna (11) a Pozza, entrambi gestiti da Caleidos. Il terzo si trova in piazza Libertà (6) ed è di proprietà della fondazione Alecrim ed è utilizzato dalla coop L’Angolo. Infine vi sono due alloggi comunali: uno in via Carlo Stradi (6) usato da Caleidos e uno in via dei Fiori (5), gestito dall’associazione Papa Giovanni XXIII. Per tutti questi alloggi vengono pagati (dal Ministero dell’Interno, ndr) affitti a prezzo di mercato». Morini ha poi spiegato come i richiedenti asilo stiano frequentando lezioni di italiano e a breve verranno utilizzati per lavori di pubblica utilità e volontariato.
Risposte che, però, non hanno soddisfatto il consigliere Barbolini che ha accusato Morini di essere «un sindaco passivo. Vorremmo che Maranello desse un segnale forte sul tema dell’accoglienza».
E qui si sono alzati i toni, con un forte scontro tra Barbolini e il presidente del Consiglio Simonini circa la durata dell’intervento di replica. Scontro che si è poi allargato anche al sindaco, che ha invitato Barbolini a rispettare il regolamento del Consiglio comunale. (gib)
«Ad oggi sul territorio di Maranello - precisa il primo cittadino - sono presenti 35 richiedenti asilo, un numero inferiore ai 57 che è il parametro che la Prefettura attribuirebbe al nostro Comune, cioè 3,3 ogni mille abitanti. Di questi 35, 30 sono in attesa di presentarsi davanti alla commissione territoriale affinché venga esaminata la loro domanda di protezione internazionale, mentre 5 sono in fase di ricorso, avendo ricevuto risposta negativa dalla commissione. Un processo sul quale l’amministrazione non ha alcun potere. Così come l’amministrazione non ha costi diretti per quanto riguarda l’accoglienza, ma riceve un rimborso forfettario dal Ministero dell’Interno che nel 2016 è stato di 12mila e 500 euro. Gli alloggi attualmente occupati - prosegue Morini - sono cinque. Quelli privati sono due: uno in via Graziosi a Maranello (7 persone) e uno in piazza Bologna (11) a Pozza, entrambi gestiti da Caleidos. Il terzo si trova in piazza Libertà (6) ed è di proprietà della fondazione Alecrim ed è utilizzato dalla coop L’Angolo. Infine vi sono due alloggi comunali: uno in via Carlo Stradi (6) usato da Caleidos e uno in via dei Fiori (5), gestito dall’associazione Papa Giovanni XXIII. Per tutti questi alloggi vengono pagati (dal Ministero dell’Interno, ndr) affitti a prezzo di mercato». Morini ha poi spiegato come i richiedenti asilo stiano frequentando lezioni di italiano e a breve verranno utilizzati per lavori di pubblica utilità e volontariato.
Risposte che, però, non hanno soddisfatto il consigliere Barbolini che ha accusato Morini di essere «un sindaco passivo. Vorremmo che Maranello desse un segnale forte sul tema dell’accoglienza».
E qui si sono alzati i toni, con un forte scontro tra Barbolini e il presidente del Consiglio Simonini circa la durata dell’intervento di replica. Scontro che si è poi allargato anche al sindaco, che ha invitato Barbolini a rispettare il regolamento del Consiglio comunale. (gib)
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