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Modena. Tombino esplode, auto distrutta. Vivo per miracolo, fa causa a Hera

di Stefano Totaro
Modena. Tombino esplode, auto distrutta. Vivo per miracolo, fa causa a Hera

L’incidente in via Rosselli, il pezzo di ferro è stato “sparato” in alto all’improvviso da un getto di gas  Ha rotto motore e radiatore del mezzo a gpl. Multiutility offre risarcimento minimo: «Presa in giro»

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MODENA. La strada buia e silenziosa che all’improvviso vede in un grande frastuono volare in aria un tombino, di quelli rotondi in ferro. E da sotto, come fosse un geyser islandese, ecco che si alza dritta e alta in cielo una colonna di fumo, un getto di gas e fiamme che squarcia la notte. Non siamo in un film lungo una strada di qualche metropoli americana, siamo in via Fratelli Rosselli dove un giovane di 24 anni ha rischiato di perdere la vita. Il tombino in ferro è scoppiato, è partito in aria sospinto da un’esplosione e si è conficcato nel motore della sua utilitaria. Il giovane è passato sopra al tombino proprio in quell’istante «ed è davvero un miracolo - come spiega il papà del ragazzo - che sia ancora qui con noi. La sua auto, un’Opel Corsa, era alimentata a Gpl e il tombino si è conficcato nel motore, spaccando il radiatore, la coppa dell'olio e tutto quello che ha incontrato con la sua potenza d’urto, per poi finire in tre pezzi. Se avesse raggiunto il bombolone , oppure se le fiamme lo avessero avvolto allora ci sarebbe stata anche l’esplosione dell’auto». Insomma una tragedia sfiorata solo per un caso ma anche l’inizio di una beffa targata Hera, l’ente responsabile in questa vicenda, chiamata a risarcire il danno.

Il papà del 24enne racconta: «Era la fine di giugno e come tanti ricorderanno era il periodo dei 35-40 gradi, del caldo infernale anche di sera. Mio figlio , verso le 20.30, aveva appena percorso la rotatoria all’altezza di via Panni e si era immesso in via Fratelli Rosselli, diretto verso il centro. Improvvisamente ha sentito un boato, un colpo fortissimo contro la sua Opel. L’auto si è bloccata immediatamente in mezzo alla strada. Mio figlio mi ha chiamato, era choccato, non capiva cosa fosse potuto accadere. Arrivo sul posto in pochi minuti e trovo la polizia municipale, i vigili del fioco che hanno messo in sicurezza l’auto e il gruppo di pronto intervento tecnico di Hera. Sono tutti impegnati a fare i loro verbali finché quelli di Hera mi spiegano cosa era successo e cioè che c’era stata un’esplosione, qualcosa da sotto al tombino era andato bruciato, si era liquefatto (lì sotto passano dei cavi elettrici, delle condutture e quant’altro) e aveva provocato l’incendio e l’accumulo del gas. In pratica il tombino è schizzato via per l’esplosione, Pensate se avesse colpito da sotto al lato guida, oppure fosse volato e avesse centrato un ciclista, o un pedone o fosse caduto su un’auto in transito.... Sta di fatto che mi hanno invitato a contattare gli uffici di Hera per il danno e il risarcimento». Nel frattempo un solerte vigile urbano nota che l’auto del genitore ha le gomme lisce e ne approfitta per appioppargli una multa.

«Faccio venire il meccanico dell’officina di cui ci serviamo da tempo, prende l’auto e fa la perizia. In seguito sono andato da Hera negli uffici preposti, mi dicono di fare via mail una lista dei danni, di fornire la perizia e che si sarebbe fatto vivo un loro perito per la constatazione del danno e quindi di lasciare l’auto così com’era. Ho un contatto telefonico con questo perito, di una agenzia di Genova di cui si serve Hera, ci sentiamo e mi dice che sarebbe venuto a vedere la macchina. Nel frattempo il mio perito stima il danno in 8mila euro, l’auto è del 2008. Il perito Hera non si fa più vivo, passa luglio, passa agosto e arriviamo a settembre. Finalmente si degna di vedere la nostra auto. Intanto per tutta l’estate mio figlio è rimasto a piedi e ora deve andare in università in un’altra città...». E arriva la beffa. «Mi dicono che “sì, il danno sarebbe di 8mila euro perché in effetti è quello, ma per Hera non è conveniente questa cifra, le diamo 2mila euro”, che è il valore commerciale». Il genitore con ogni probabilità adirà a vie legali. Perché si ritiene preso in giro: «È una questione morale. Tu Hera, una società da miliardi crei una situazione in cui una persona poteva morire e stai a dire che pagare un danno reale, creato da te, da 8mila euro non è per te conveniente? Ci sarebbe da vergognarsi».
 

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