Gazzetta di Modena

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«Fermate lo spacciatore davanti alle elementari di Modena»

di Stefano Totaro
«Fermate lo spacciatore davanti alle elementari di Modena»

Genitori e residenti segnalano la sua presenza vicino alla scuola Sant’Agnese: «Il giovane arriva in bici e fa affari di droga anche all’angolo con via Riccardi»

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MODENA. Difficile non notarlo: piuttosto alto, sui venticinque anni, ama vestirsi con colori forti, spesso abbinando capi che solitamente “stridono” fra loro, come ad esempio un pantalone a scacchi e una camicia hawaiana che si gonfia quando va in bicicletta. E a volte porta anche un cappellino di paglia alla moda.

Al di là del look, questo giovane è purtroppo famoso per un’altra sua passione: lo spaccio di sostanze stupefacenti. La sua zona d’azione, come riferiscono alcuni residenti o alcuni genitori che vengono a prendere i propri bambini, sono le scuole primarie Sant’Agnese in strada Vaciglio.

Come infatti riferiscono, questo giovane, di nazionalità ghanese o nigeriana, viene spesso visto stazionare nei pressi della siepe, dei cespugli lungo la strada: « Se ne sta lì quando c’è il via vai di auto e di genitori e approfitta del momento per fare affari, incontra clienti, fanno lo scambio di soldi e droga. Non viene tutti i giorni, ma spesso. Si vede benissimo che si apposta e aspetta i clienti».

Ma non solo nelle vicinanze delle scuole: il giovane spacciatore è stato notato in un altro posto strategico, l’incrocio tra via Riccardi e la via Vignolese, nella zona in prossimità di via Araldi, dove c’è la tabaccheria.

La sua presenza anche qui non passa inosservata perché il giovane africano appare più volte e ha quasi sempre lo stesso modus operandi. C’è infatti chi l’ha visto più volte arrivare in bicicletta, chiuderla vicino all'aiuola, frugare nel terreno mentre effettua le operazioni di chiusura col lucchetto della sua due ruote e aspettare un po’, sempre nelle vicinanze. Dopo pochi minuti arriva il cliente, i due si danno la mano come per salutarsi e nel frattempo fanno lo scambio dei soldi. Poi il cliente armeggia vicino alla bicicletta, si china, prende qualcosa dall’aiuola e se lo mette in tasca, Chi abita in zona o chi vi lavora spiega di aver fatto segnalazioni, ma evidentemente non viene “beccato” dalle forze dell’ordine: il giovane, dopo qualche giorno, riappare e spaccia come sempre.

«C’è anche la zona dei Gelsi, nel retro, nella zona dei parcheggi, che avrebbe bisogno di controlli - spiega un residente - Chi va a portare il cane, chi ne approfitta per fare una breve passeggiata, spesso si imbatte un gruppetti di stranieri con bottiglie di birra. Insomma, non c’è da stare tranquilli anche perché l’intera zona non è videosorvegliata, non è coperta da telecamere del supermercato perché queste proprio non ci sono».
 

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